giovedì 25 aprile 2013

La Francia stampa euro, per gli altri l’austerity


LA BANQUE DE FRANCE CONFIRME PRÉVOIR UN RECUL DE 0,1% DU PIBA seguito delle vicende della Grecia, di Malta e di Cipro e a fronte delle crisi economiche, sociali ed umane che hanno investito questi Paesi, siamo arrivati al punto di essere convinti almeno di una cosa: la BCE non si sposta di un millimetro dalla sua missione e non attua politiche di favoritismo per nessuno, mantenendo fede alla suo ruolo super partes e alla sua indipendenza.
Siamo davvero sicuri?                 
Il dubbio ci sale leggendo un articolo del giornale on-line tedesco Deutsche Wirtschafts Nachrichten che sostiene chela BCE, nella figura del suo Governatore Mario Draghi, abbia concesso alle banche francesi, non alla Francia intesa come Paese, il diritto di stampare moneta; arrivando finalmente a ricoprire lo stesso ruolo della FED negli USA.
Ma andiamo con ordine.
Verso la fine del 2011 la BCE, per far fronte alla crisi di liquidità in cui erano finite le banche europee che detenevano molti titoli “tossici” dei Paesi colpiti dalla crisi del debito, ha dato via al piano di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Secondo questo piano le banche potevano ricevere dei finanziamenti a tassi d’interesse relativamente bassi in cambio di obbligazioni governative, titoli di stato, compresi quelli senza valore, come quelli greci ad esempio. Questa operazione è stata effettuata in due tranche:
  • il 22 dicembre 2011, quando 523 banche hanno partecipato all’asta LTRO richiedendo 489,191 miliardi di euro;
  • il 29 febbraio 2012, quando 800 banche hanno partecipato all’asta LTRO, richiedendo 529,53 miliardi di euro.
Tra queste banche naturalmente c’erano anche banche francesi che hanno beneficiato di questi prestiti. Come sottolinea il quotidiano tedesco: “Da molto tempo le principali banche francesi come Societe Generale, Credit Agricole e BNP Paribas sono al centro dei mercati obbligazionari. Come riporta Bloomberg, solo il Crédit Agricole ha dovuto svendere l’anno scorso beni per 3,5 miliardi di euro”. Oltre a questa fonte di flusso di liquidità, le banche francesi hanno potuto avvalersi di un mercato parallelo, fonte quasi inesauribile di finanziamento, il cosiddetto mercato STEP (Short Term European Paper). Cos’è il mercato STEP?
Si tratta di: “un mercato commerciale praticamente senza regole, dove vengono immesse obbligazioni societarie e bancarie a breve termine. Qui le obbligazioni negoziate hanno un volume di circa 440 miliardi di euro. Dire che il mondo bancario francese si è ulteriormente sviluppato è estremamente creativo e ora si permette, attraverso il mercato STEP, di ricorrere ad un programma completamente nuovo, sia per la creazione di credito a breve termine, sia per una licenza molto specifica di stampare denaro.”
Questo mercato inoltre è molto pericoloso in quanto è fuori dalla Borsa e quindi con nessuna trasparenza, è orientato solo verso il sistema bancario francese e le banche francesi sono ricche di obbligazioni STEP presso la Banque de France, che a sua volta presenta rischi di default legati alle obbligazioni STEP versate come garanzia presso la BCE.
Ma questi soldi che fine faranno? Verranno iniettati nell’economia reale francese garantendo credito alle imprese e alle famiglie? Non si può che essere scettici al riguardo, è più facile pensare che queste iniezioni di denaro abbiano più a che fare con il trattato di Basilea III e l’obbligo delle banche di aumentare la riserva monetaria al 7% al posto del 2% come avveniva fino a ora, e come avverrà fino al 2019 data d’entrata in regime ufficiale.
Questa anomalia ha portato a delle conseguenze che non sono passate inosservate, almeno fuori dal nostro Paese. Il premio nobel Paul Krugmanha recentemente dedicato un’editoriale sul New York Times, notando come i tassi d’interesse sul debito pubblico francese fossero improvvisamente crollati all’1,72%; praticamente gli stessi degli USA. Krugman sottolinea che:“i mercati hanno concluso che la BCE non vuole, non può, lasciare la Francia a corto di denaro, senza la Francia non vi è più alcun euro-zona. Così per la Francia la BCE è inequivocabilmente disposta a giocare da buon prestatore di ultima istanza, fornendo liquidità. E questo significa che, in termini finanziari, la Francia è entrata nel club dei paesi avanzati che hanno le loro proprie valute e, pertanto, non possono rimanere a corto di soldi – un club i cui membri hanno costi finanziari molto bassi, più o meno indipendenti dai loro debiti e deficit.”
Quindi infine la lezione qual è? La BCE lascia fallire i Paesi periferici e i loro cittadini, condannandoli all’austerità ed ad una preoccupante escalation dal punto di vista sociale, mentre salva le banche dei Paesi “core”, seguendo passo passo le logiche del “too big to fail” che fanno tremare l’economia americana. E l’Italia? In mezzo, nel guado, ignara sul presente e sul suo futuro destino.
 di Mario Grigoletti dal Blog: Capire davvero la crisi

25 aprile

mercoledì 24 aprile 2013

E' MORTO "ER PECORA" Addio a Buontempo, un politico di destra che non mollò mai Il presidente della Destra è morto dopo una grave malattia a Roma. Il dolore di Storace


Addio Buontempo Politico di razza che non mollò mai (la destra)
Teodoro Buontempo
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Si è spento questa notte a 67 anniTeodoro Buontempo, presidente della Destra. "Il leone si è spento combattendo fino all’ultimo", si legge nell’apertura del sito web del giornale del partito, Il Giornale d’Italia.  "Questa notte, alle 4,30, Teodoro Buontempo è salito in cielo, circondato dall’amore della sua splendida famiglia. Il presidente de La Destra era stato colpito da una grave malattia e ricoverato presso una clinica romana. Sarà la sua famiglia a informare tutta la comunità sull'ultimo saluto".
Un politico di razza - Buontempo, soprannominato "Er pecora" era un "pezzo" di politica romana, stimato da tutti, camerati o compagni, amici o detrattori. Dall'Abruzzo, all'età di 22 anni si trasferì a Roma per fare politica: "Dormivo in una 500", amava ricordare. Nel 1970 divenne il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma e da allora non ha mai smesso di essere uno dei protagonisti della destra. In parlamento per cinque legislatura, poi in Provincia e al Comune di Roma, nel 2010 fu nominato assessore regionale alla Casa nella giunta Polverini. Tanti gli aneddoti legati alla sua attività politica. Come quando nell'estate del 1994 durante la giunta Rutelli, tenne un discorso di 28 ore filate in consiglio comunale durante una seduta sull'assestamento al bilancio, oppure nel 1991, quando era segretario provinciale dell'Msi-Dn, aiutato da altri missini staccò nottetempo la targa stradale di Palmiro Togliatti a Cinecittà, sostituendola con una con su scritto "viale vittime del comunismo". O ancora quando si beccò quindici giorni di sospensione alla Camera perchè occupò l'emiciclo per protestare contro Prodi. Un politico che non mollò mai.
Il dolore di Storace - "Sapere che Teodoro Buontempo non c'è più è un dolore enorme per ogni uomo di destra e soprattutto per i militanti de La Destra", dichiara il segretario nazionale del partito, Francesco Storace. "La splendida famiglia del nostro presidente e noi tutti perdiamo un esempio, un punto di riferimento per chi ancora crede nei valori, per chi è contaminato dalla forza della passione, dal valore dell’onestà, dalla fede e dall’onore".
I funerali - Si svolgeranno venerdì mattina alle 11 i funerali di Teodoro Buontempo, il presidente della Destra scomparso questa notte. Il rito religioso sarà celebrato nella chiesa di San Marco, nella omonima piazza romana e sarà officiato da don Walter Trovato. Domani, dalle 10 alle 20, sarà aperta la camera ardente nella sala della protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione dal sindaco Alemanno, dove Buontempo fu consigliere per sedici anni, oltre che presidente dell’assemblea consiliare. 

25 Aprile a Cinisello Balsamo


25 Aprile a Sesto San Giovanni


25 aprile 2013

Quando: dal 07/04/2013 al 30/06/2013
A 68 anni dalla Resistenza celebriamo uno dei momenti più alti della storia italiana con una serie di manifestazioni che animeranno le nostre giornate dal 17 aprile al 30 giugno.
Percorreremo le strade della città per onorare i monumenti che ricordano la passione, il sacrificio e l'amore per il Paese.

Nelle scuole i nostri figli potranno guardare un interessante film documentario sulla resistenza dei ferrovieri francesi ideato da studenti dei licei di Roma.
In epoca fascista anche le donne erano oggetto di satira, potrete vederle nella mostra Giuseppa, Genoveffa e le altre.
Ida Spalla ci ricorda un momento della nostra storia con la guerra e la rabbia, l'unione e la lotta dei sestesi in Un cielo così rosso da non poter vedere nè la luna né le stelle, uno spettacolo ideato e interpretato dalla splendida attrice.

Chi sono i GAP? E quali strategie militari adottava la Resistenza?
Parleremo di questo con gli esperti Luigi Borgomaneri, Giovanna Cairoli, Mimmo Franzinelli, Santo Peli e Giovanni Scirocco.
Pasquino Gianfranco presenterà il suo libro La rivoluzione promessa. Lettura della Costituzione italiana che propone gli strumenti per una lettura chiara ed efficace del testo della Costituzione.
I ragazzi della Scuola di musica Gaetano Donizetti celebreranno la nostra Costituzione con un concerto che farà vibrare l'auditorium.

Anche quest'anno Sesto in fiore farà sbocciare la primavera in città con gli stand delle associazioni che valorizzano l'impegno e la solidarietà di tutti i sestesi.
Non potevano mancare le iniziative delle nostre associazioni sportive con il torneo di hockey su ghiaccio femminile, calcio, campionati di nuoto, trofeo di ginnastica artistica e pattinaggio su ghiaccio.

Scarica il programma completoti aspettiamo!