giovedì 3 novembre 2011
Bamboccioni La mamma coccola Er Pelliccia
Er Pelliccia e i valori morali - Francamente si fa molta fatica a comprendere quale sia questo punto di vista alternativo. Per tentare di capire, continuiamo a leggere l'intervista che la donna ha rilasciato al settimanale Vanity Fair. "Quelle immagini andavano contestualizzate" dice la madre. Come se le foto non si spiegassero già da sè. E lo difende: "Lanciava un estintore, è vero, ma lo lanciava nell'aria. La manifestazione era finita. Si è fatto prendere dall'eccitazione: la folla ti tira in mezzo, se sei debole". Ma la cosa francamente inaccettabile è il tentativo di giustificare, e ancor più, di dar ragione di comportamenti che devono essere solo condannati, da qualsiasi parte li si guardi. Ma Ornella non solo li difende, li valorizza: "Fabrizio è un testardo, uno che se decide di fare una cosa perché rientra nei suoi valori morali, la fa. Per un ragazzo di vent'anni come lui, questo essere 'contro' vuol dire rispettare le regole, per non fare male a nessuno. Così quando vengono alla luce le porcherie fatte da questo o quel politico, a lui va il sangue alla testa, si arrabbia, pensa alle brave persone che ci vanno di mezzo". Insomma, Er Pelliccia ha devastato Roma usando violenza contro le forze dell'ordine? Colpa dei politici, lui voleva solo difendere i deboli e i suoi principi morali. E si scopre il famoso punto di vista della madre.
"Sono orgogliosa" - Forse questa è la reazione fuori luogo di una madre di fronte alla violenza di un figlio pericoloso. E' accecata dal dolore? Niente affatto. Ornella dice di non esserci rimasta male. "Sono fortunata. Ci riteniamo fortunati, per il figlio che stiamo crescendo. Non sarei così, se lui avesse fatto qualcosa di brutto. Ma non mi sono fatta influenzare: ho riflettuto, ho visto le cose dall’altro verso e ho capito". E' il caso di dirlo: ecco come crescono i bamboccioni.
mercoledì 2 novembre 2011
SBEFFEGGIARE GLI SFRATTATI CHE LO STESSO STUDIO LEGALE, ESEGUENDO I PIGNORAMENTI, HA BUTTATO PER STRADA
CORNUTI, SFRATTATI E MAZZIATI - LA CNN SPUTTANA GLI AVVOCATI DI UN STUDIO LEGALE CHE CURA GLI INTERESSI DEI COLOSSI DI WALL STREET CHE PER FESTEGGIARE HALLOWEEN SI SONO TRAVESTITI DA SENZATETTO - UNA VERA GOLIARDATA DEL CAZZO: SBEFFEGGIARE GLI SFRATTATI CHE LO STESSO STUDIO LEGALE, ESEGUENDO I PIGNORAMENTI, HA BUTTATO PER STRADA - PROPRIO MENTRE MONTA LA RABBIA CONTRO IL CINISMO DELLA FINANZA E LA CRUDELTÀ DEI SUOI SQUALI…
Angelo Aquaro per "la Repubblica"
Le banche che concedevano i mutui facili hanno portato l´America e il mondo alla Grande Recessione ancora sotto gli occhi di tutti. E gli avvocati che hanno sfrattato quei poveracci che il mutuo ormai alle stelle non possono reggerlo più, che cosa fanno? Ridono: sulle spalle delle loro vittime. Sai che divertimento travestirsi in senzatetto: sai che maniera simpatica di sorridere sull´attualità.
Le immagini davvero schock dei dipendenti della Steven J. Baum, uno dei più prestigiosi studi d´avvocati d´America, stanno facendo il giro del web e delle tv proprio mentre i ragazzi di Occupy Wall Street da più di un mese puntano il dito contro l´ingordigia dei banchieri. La Baum è il braccio armato di colossi come Citigroup, JP Morgan Chase, Bank of America e Wells Fargo. Come´è stato possibile organizzare una mascherata simile nei locali dell´azienda?
Le foto si riferiscono alla festa di Halloween, il Carnevale d´America, dell´anno scorso, ma sono state passate in questi giorni da una dipendente anonima a Joe Nocera, l´editorialista economico del New York Times, che le ha sbandierate sul sito. La ragazza vestita da senza tetto, la tenda degli sfrattati accampati, sono una dimostrazione - dice la coraggiosa spia - «della spaventosa mancanza di compassione verso quella gente che la stessa Baum ha ridotto così eseguendo i pignoramenti».
Le foto sono finite adesso nel ventilatore della Cnn. Che tempi. Proprio ieri il governo degli Stati Uniti ha denunciato Allied Home Mortgage, un altro gigante dei mutui, accusato di aver truffato lo stato di oltre 800 milioni di dollari. E proprio ieri, dopo una sollevazione popolare, Bank of America ha dovuto cancellare la tassa di 5 dollari sulle transazioni delle carte di debito, che sono quelle qui più usate dalla gente comune.
Mentre una nuova ondata di indignazione, con la disoccupazione a due cifre, si sta sollevando per le buone uscite milionarie dei manager delle aziende finite nel risiko delle compravendita. «Paracaduti d´oro» li chiama perfino il Wall Street Journal: come i 65 milioni di Sanjay Jha, il ceo della Motorola acquistata da Google. That´s America: e that´s Wall Street. L´importante è riderci su: sulle disgrazie degli altri. E, beninteso, nascondendosi sempre dietro una maschera.
No alla rapina dei nostri conti correnti
Secondo alcune voci, questa sera il governo potrebbe adottare la misura del prelievo forzoso di una somma da stabilire dal conto corrente di ogni italiano. E si parla anche di adottare la patrimoniale.
Queste misure, diciamolo subito, sono una autentica vergogna. Il prelievo forzoso, che già fece Giuliano Amato nel 1992, è una rapina di Stato. Per decreto legge, così, all’improvviso, nel bel mezzo di una notte, uno Stato vigliacco decide che sul tuo conto corrente deve sparire una certa percentuale dei tuoi soldi. Una rapina. Un furto. Uno scempio.
La patrimoniale, invece, si commenta da sola. Se si farà, insieme alla rapina dei conti correnti, sarà il definitivo punto di non ritorno di Berlusconi e Bossi. Sarà una ammissione di resa, di sconfitta, sarà la rappresentazione ultima e plastica del loro fallimento politico. Una stagione, durata venti anni, che si chiude con questi provvedimenti sarebbe una brutta conclusione.
La politica economica di Berlusconi e Bossi non è molto diversa da quella di uno qualsiasi dei governi di sinistra. Berlusconi, Bossi, Prodi, Amato e gli altri, hanno tutti aumentato le tasse. Lo “stato di polizia tributaria” è stato introdotto dai governi di sinistra e rafforzato da Berlusconi. E così via. Con patrimoniale e prelievo forzoso, beh, arriviamo al corto circuito definitivo.
Provvedimenti come questi segnerebbero per molto tempo il destino politico del centrodestra. Un futuro che già non sembrava roseo, ma che rischia di diventare nero, anzi nerissimo. Perché patrimoniale e rapina dei conti correnti sono errori imperdonabili. E non date la colpa alla crisi, alla Grecia, non fatelo: perché sono tutte balle. Non rapinateci i conti correnti per nascondere il vostro immobilismo. Perché dopo questa rapina, tra un mese, ci sarà bisogno di altri soldi. O aggredite il tumore all’origine, oppure continuerà ad avere fame. Sempre più fame. E finirà per divorarci. Tutti.
http://www.daw-blog.com/2011/11/02/no-alla-rapina-dei-nostri-conti-correnti/
Incredibile: le auto blu della casta sono 72.000. E pensare che ne basterebbero 5
Uno dei grandi misteri d’Italia è stato risolto. Fino a ieri nessuno sapeva quante fossero le auto blu circolanti in Italia. Non lo sapeva nessuno. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha dovuto fare un vero e proprio censimento.
I risultati sono deprimenti, e a ben pensarci era meglio non saperlo. Le auto blu in Italia sono 72.000: è una cifra pazzesca, un numero che lascia a bocca aperta.
A questo numero si è arrivati attraverso un calcolo che ha quasi del ridicolo,come scrive Fabio Cavalera su Corriere.it:
si scopre che la nostra burocrazia è riuscita a catalogare le auto di servizio in tre gruppi: le “auto blu-blu” (proprio così, due volte blu) che sono quelle di rappresentanza politico-istituzionale “a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali” (circa 2 mila), poi le “auto blu” (una sola volta blu) che sono quelle a disposizione dei “dirigenti apicali” (testuale, circa 10 mila), infine le “auto grigie” adibite, dice la relazione del Formez, ai “servizi operativi” (60 mila).
E sapete quanti sono gli addetti a queste auto? Sempre dal Corriere.it:
Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all’anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C’è poco da commentare, basta una parola: vergogna.
E in effetti c’è proprio poco da dire. Il paragone con il Regno Unito è disarmante:
E nel Regno Unito? Occorre una premessa: le auto di servizio vengono gestite da un’authority che dipende dal ministero dei trasporti e si chiama “Government Car and Despatch Agency”. In pratica, se un dipartimento ha bisogno di un’auto blu deve rivolgersi e farne richiesta all’Agenzia. Ecco i numeri ufficiali (anche in questo caso consultabili facilmente sul sito della “GCDA” oltre che del governo): al 31 marzo 2010 le auto blu in dotazione ai ministeri erano 78, il parco auto era complessivamente di 261 nel 2010, sceso a 195 nel 2011. Per parco auto s’intendono le vetture “blu-blu” (usiamo la terminlogia italiana e non quella britannica che si limita a un sobrio “ministerial cars”) e le vetture “blu” e “grigie”, utlilizzate per i servizi (ad esempio trasporto documenti e posta). Gli addetti sono 239 e il costo complessivo è di circa 7 milioni di sterline.
Senza fare demagogia, perché non si tratta di questo, ma al di là di patrimoniali o di altre misure urgenti, prima solo di discutere di certi provvedimenti, perché non dare un esempio ed eliminare questo scempio?
Via tutte le auto blu. Si faccia una legge per limitare espressamente questo spreco, e si stabilisca che le auto blu in tutta Italia sono in un numero massimo e limitato. E cioè in 5 unità. Da lasciare a disposizione delle cinque più alte cariche dello Stato (Presidenti della Repubblica, del Consiglio, della Camera, del Senato e della Corte Costituzionale).
Basta, a tutti gli altri non servono. Via ai Ministri, via ai sottosegretari, via ai senatori a vita, via a tutti gli ex di qualsiasi carica. Via, soprattutto, a presidenti di regione, di provincia, ad assessori. Via.
Perché 1,2 miliardi di euro l’anno di risparmi non sono poca cosa. Anzi. Date l’esempio.
