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domenica 23 giugno 2013

Amoroso: niente ripresa, prima devono ridurci alla fame

La crisi attuale è una crisi economica e sociale provocata dal successo della nuova struttura del processo di accumulazione capitalistico, che si è dato a partire dagli anni Settanta con la globalizzazione. Il cuore del processo è la finanza, cioè la trasfigurazione da un sistema basato sul profitto capitalistico a quello basato sull’esproprio dei redditi e la rapina delle ricchezze materiali e intellettuali. La crisi in corso non ha nulla di ciclico, diversamente dalle crisi economiche del capitalismo industriale, e troverà il suo punto di approdo in un potere assoluto coincidente con l’impoverimento di gran parte dei cittadini. Per questo l’uscita dagli effetti della crisi può avvenire solo con l’uscita dal capitalismo, che oggi è quello della speculazione finanziaria e della rapina di Stato.
I mercati finanziari sono le “fabbriche” che hanno sostituito quelle del fordismo industriale, la culla della rapina e dell’esproprio. Questo percorso Letta e Renzidi finanziarizzazione delle economie capitalistiche inizia negli anni Ottanta con la modifica della legge bancaria negli Stati Uniti, ai tempi di Reagan, poi negli anni Novanta con l’introduzione di nuove regole per la finanza che hanno consentito la produzione dei derivati e titoli tossici, con Clinton; il tutto, con il consolidarsi di un potere unico finanziario-militare illustrato ampiamente da James K. Galbraith. L’Europa ha seguito per imitazione le stesse politiche con le “direttive europee”, passivamente recepite anche in Italia, che hanno introdotto la banca “universale” e la liberalizzazione dei mercati finanziari.
In Italia questo percorso è stato segnato dalla biografia di Mario Draghi, che bene illustra i conflitti d’interessi e le collusioni tra mondo politico e poteri finanziari. Negli anni Ottanta è direttore per l’Italia della Banca Mondiale, negli anni Novanta diventa direttore generale al Tesoro e privatizza il sistema bancario, introduce il Testo Unico del 1993 sulle banche che recepisce tutte le direttive europee, comprese quelle ben note sui derivati speculativi. Poi lascia la mano per andare a dirigere la Goldman Sachs e contribuire così a mettere a punto la “grande truffa” che esplode nel 2008, di cui non era a conoscenza come responsabile della sorveglianza in quanto governatore della Banca d’Italia. Nel mentre la “sinistra” è distratta dalla Draghidifesa dell’autonomia della Banca d’Italia e dalla denuncia sul conflitto d’interessi di Berlusconi – contro il quale, in ogni caso, non fa nulla.
La classe dirigente politica e imprenditoriale che abbiamo è quella che è sopravvissuta alla guerra condotta contro il sistema italiano dagli anni Cinquanta in poi dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Germania, e che continua oggi. Finora questa guerra è stata vinta, prima con l’eliminazione fisica dei personaggi scomodi – Mattei, Olivetti – poi con la distruzione del sistema politico italiano negli anni Novanta e ancora oggi. La corruzione esistente è la causa di questi sviluppi e di come, attraverso i fiumi di denaro riversati sui politici e sulle istituzioni, se ne è ottenuto il silenzio e la collusione alla realizzazione dei piani di costruzione del consenso su un progetto italiano ed europeo squilibrato. La reazione popolare degli ultimi anni, e espressa dalle ultime elezioni, dimostra che il limite della sopportazione è stato raggiunto, ma anche il fallimento di questi piani di destabilizzazione politica e di marginalizzazione economica del paese.

In Italia le persone e i movimenti che potevano denunciare e interpretare queste tendenze hanno scelto la via opportunistica dell’inserimento e dell’integrazione, trasformando il piano di apartheid globale della globalizzazione in un’opportunità per arricchirsi nel villaggio globale, e interpretando i fenomeni reali della destabilizzazionepolitica e marginalizzazione economica come “globalizzazione dal basso” e “globalizzazione del welfare”. Si è cioè pensato di poter predicare il pacifismo portando la guerra altrove, di combattere la speculazione e il James Kenneth Galbraithcrimine “tassandoli” per ricavarne parte del dividendo, di poter costruire la “città ideale” dentro le nicchie di un contesto in sfacelo.
A chi avanzava riserve critiche sulle forme dell’integrazione europea si rispondeva che queste volevano far “sprofondare” l’Italia nel Mediterraneo. Ebbene, è proprio l’adesione acritica alle strategie della globalizzazione e dell’Ue che sta facendo sprofondare l’Italia nel “sottosviluppo”. Ma l’Italia è un paese forte e le reazioni sociali e politiche che si annunciano lo dimostrano. Il successo di queste tendenza è anche la sola speranza offerta ai nostri giovani. Una ricostruzione dell’Europa a partire dai popoli e dagli Stati deve assumere una forma confederale tra le quattro grandi meso-regioni europee (Paesi nordici,Europa centrale, Europa mediterranea e Europa occidentale). Uscire dal guscio asfissiante del dominio dell’Europa occidentale e dell’alleanza atlantica è la premessa per queste nuove politiche.
L’euro doveva essere lo scudo, ma la sua gestione è stata affidata a chi ha messo in moto la crisi, inutile ripetere i nomi delle persone e organizzazioni, ed è quindi divenuto la camicia di forza che impedisce agli Stati e alla stessa Ue di reagire e di difendersi. Il ruolo dell’Europa è possibile se negli Stati nazionali si manifestano forze popolari che si facciano carico di riprendere il percorso di pace e cooperazione che fu alla base dell’idea di Europanel primo dopoguerra, e poi fatto deragliare prima dalla guerra fredda e,Bill Clintonsuccessivamente, negli anni Novanta, dalla scelta di fare del progetto europeo un piano di competitività e di guerra.
Una delle affermazioni ricorrenti è che bisogna tagliare la spesa pubblica per creare le condizioni di base utili a contrastare e superare la crisi? La spesa pubblica non c’entra con la crisi e invece di guardare al deficit dello Stato e al debito estero si dovrebbe guardare all’occupazione e al deficit della bilancia dei pagamenti, come ho spiegato nel mio libro “L’Europaoltre l’euro”. La spesa pubblica aumenta in situazioni di crisi in ragione degli stabilizzatori automatici che hanno il compito di evitare forti conseguenze sociali, ed è per questo che Keynes raccomandava al governo: «Occupatevi dell’occupazione e questa si prenderà cura del bilancio dello Stato». Chi vuole gli stabilizzatori sociali, cioè il welfare, non intende risolvere la crisi ma scaricarne i costi in modo irresponsabile sui cittadini più deboli e i lavoratori, cioè sul 99% delle persone.
L’Europa deve ripensarsi e ritrovare il suo spirito di pace e di cooperazione con le nuove aree mondiali emergenti, lasciandosi alle spalle i vecchi mercati ricchi dell’Occidente. Insistere sul modello della guerra e della competitività significa condannarsi al suicidio e alla marginalità sia verso l’Occidente che verso l’Oriente. La cooperazione con le nuove aree in crescita non si ottiene con la competitività ma con rapporti diretti e diPaul Krugmancooperazione tra Stati, cioè sullo scambio reale di capacità e di beni e con la messa in comune delle risorse disponibili.
La crisi finanziaria, la più grande ondata di crimine finanziario organizzato della storia umana, secondo le parole di James K. Galbraith, è stata preparata nel corso di tre decenni durante i quali la globalizzazione ha avuto il tempo di organizzarsi dispiegando tutti i suoi effetti con l’imposizione del “pensiero unico” fino al “potere unico” dell’ultimo decennio. Tra gli economisti, e non solo, è prevalsa la corsa a farsi “consiglieri del principe”, sostituendo e riscrivendo i libri di testo sotto dettatura del pensiero neoliberista. Tuttavia, le analisi critiche per comprendere quanto è accaduto non sono mancate: dai contributi premonitori di James K. Galbraith, “Lo Stato Predatore”, a quelli di Paul Krugman e Joseph E. Stiglitz.
Questa crisi si fermerà quando i 4/5 della popolazione saranno ridotti in condizioni di povertà e marginalizzazione. Un percorso avviato ma che richiede tempo. La “ripresa” sarà una stabilizzazione e istituzionalizzazione della povertà e della dipendenza politica del paese dai centri finanziari. Che questo possa avvenire in forma pacifica è da dimostrare. La vera ripresa ci può essere solo se il 99% degli esclusi riprende il controllo sulla macchina del potere politico ed economico. Le forme in cui questo avverrà, se avverrà, non saranno indolori per le vecchie classi dirigenti, e per questo vi si oppongono con tutti gli strumenti a disposizione. La forza obiettiva di questo cambiamento dipende dal fatto che l’alternativa a una vera ripresa è Bruno Amorosolo scenario dell’implosione dell’Europa sul modello jugoslavo, a noi ben noto. La preferenza per una soluzione (anche europea) negoziata e con un cambio di indirizzo dovrebbe apparire ovvia e di buon senso, oltre che più giusta. Ma raramente l’equità e la giustizia prevalgono sugli interessi costituiti.
(Bruno Amoroso, dichiarazioni rilasciate ad “Altrestorie” per l’intervista “L’uscita dal capitalismo” pubblicata su “Comune-info” e ripresa da “Megachip” il 15 giugno 2013.Presidente del Centro Studi Federico Caffè, nonché docente di economia in Danimarca e in Vietnam, Amoroso è tra i promotori dell’Università del Bene Comune ed è autore di numerosi saggi sulla crisi europea).

Fonte: http://www.libreidee.org/2013/06/amoroso-niente-ripresa-prima-devono-ridurci-alla-fame/ 

domenica 29 luglio 2012

Ecco la prova di come la Banca d'Italia ci truffa! Leggasi: "signoraggio"...

Editoriale a cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Torniamo a parlare di signoraggio bancario, argomento che abbiamo affrontato molto spesso - dopo il grande successo riscosso dall'articolo che, incredibilmente, l'eurodeputato Magdi Cristiano Allam ha pubblicato Lunedì 23 Luglio sulle pagine de Il Giornale della famiglia Berlusconi.

PREMESSA
Alcuni utenti, ed in particolar modo coloro che per la prima volta si avvicinano alla questione, si mostrano giustamente scettici ed increduli, e qualcuno segnala i vari articoli del web che definiscono il signoraggio bancario una bufala; articoli divulgati - molto spesso da persone NON in buona fede - con il chiaro intento di confondere le idee su una questione che è sicuramente più difficile da credere che da capire. 
E' comprensibilissima l'incredulità di chi si avvicina alla questione per la prima volta; molti non riescono a credere che le banche possano truffare i cittadini in questo modo, con il beneplacito della politica e l'indifferenza dei mass media; anch'io - come penso la maggioranza delle persone che oggi si prodiga per far conoscere la questione - quando per la prima volta ho guardato un video che illustrava il signoraggio bancario sono rimasto a dir poco basito; ho approfondito la questione con notevole interesse, ho letto numerose pubblicazioni - comprese quelle che sostengono che il signoraggio è una bufala - ho guardato documentari, ho letto il libro Euroschiavi - che consiglio caldamente - e ho capito che, purtroppo, non è una bufala. Informatevi senza pregiudizi e fatevi una vostra idea. Prima di esprimere un giudizio però, documentatevi in modo da ottenere quel minimo di conoscenza della questione necessario per farsi un'idea. Non pretendiamo di essere creduti sulla parola, ma vi chiediamo di non farlo nemmeno con chi sostiene il contrario.

I PROPRIETARI DELLA BANCA D'ITALIA E LA BCE

La Banca d'Italia non è, come molti credono, un ente pubblico, ma una vera e propria società che produce guadagni per i soci e viene gestita come una "S.p.A." qualsiasi, anche se il fatto che la figura che nelle società solitamente viene definito Amministratore delegato nel caso della Banca d'Italia viene definito "governatore della Banca d'Italia" induce a credere che si tratti di un ente pubblico. In realtà lo Stato possiede solo il 5,67% della proprietà tramite INPS e INAIL, mentre il restante 94,33% della proprietà è in mano di banche e assicurazioni private. Per molti anni la proprietà della BdI è stata mantenuta segreta,  i documenti statali che ne parlano anziché indicare i soci, riportano la scritta omissis e solo recentemente si è conosciuto la lista dei soci, oggi riportata anche su Wikipedia: i soci con quote di proprietà maggiori sono Intesa Sanpaolo S.p.A. con il 30,3% e UniCredito Italiano S.p.A. con il 22,1% (vedi elenco)

Con la moneta unica è stata istituita la Banca Centrale Europa, la cui proprietà è ripartita tra le banche centrali nazionali dei paesi che hanno aderito all'euro, e incredibilmente, anche le banche centrali di paesi che non vi hanno aderito, come la Bank of England che detiene il 14,51% della proprietà della BCE, quota più elevata di quella posseduta dalla Banca d'Italia, del 12,50%. L'elenco completo dei soci della BCE è disponibile su Wikipedia.


Vediamo al dunque:

Clicca sull'immagine per ingrandirla
C'è davvero poco da aggiungere a quanto evidenziato nella descrizione dell'immagine... il bilancio della Banca d'Italia - che come abbiamo visto in precedenza è un'azienda privata - relativo all'anno 2010 da dove abbiamo estratto l'immagine riportata sopra, potete visualizzarlo/scaricarlo QUI

In merito al bilancio in oggetto, si legge a pagina 286, nella relazione sulla gestione"L’esercizio 2010 si è chiuso con un utile netto di 852 milioni (...)"

Ma dal bilancio, la cui analisi non è semplicissima, è possibile rilevare un "dettaglio" non di poco conto, comune a praticamente tutte le banche centrali occidentali: la banca ha emesso moneta (tra banconote stampate e moneta elettronica) per un totale di oltre 138 miliardi di euro, che sono stati inseriti nel bilancio passivo, COME SE PRODURRE 138 MILIARDI FOSSE COSTATO ALLA BANCA 138 MILIARDI, inoltre mettono nel bilancio anche i costi sostenuti per la stampa delle banconote.

Ma ovviamente, emettere 138 miliardi di euro non è costato realmente 138 miliardi; l'esempio riportato sull'immagine sopra riportato calza a pennello: è come se la tipografia che stampa i biglietti per le partite di una squadra di calcio, oppure un concerto, pretendessero dal committente non solo i costi necessari per la stampa, ma anche il valore nominale (o di facciata) del biglietto! 

Le banche creano denaro dal nulla, da molti anni non c'è più alcuna riserva aurea o altro bene a garanzia delle banconote, che non sono convertibili. Secondo i dati pubblicati dallo speciale "economia e misteri" della rivista Il Re nudo "le riserve auree dei paesi del mondo non superano le 200.000 tonnellate, mentre il corrispettivo in oro di tutte le banconote e gli equivalenti monetari che girano per il mondo ai prezzi correnti ammonta a un corrispettivo di 75.000.000 di tonnellate d'oro."

Il denaro creato viene poi prestato alle nazioni, che in cambio forniscono i titoli, e pagano alle banche centrali un tasso d'interesse, il cosiddetto "tasso di sconto". Tutto il denaro circolante costituisce debito, in quanto quando si legge che "le banche centrali prestano denaro alle nazioni" non si intende che queste si sono rivolte alla banca per ottenere unprestito, come fanno i cittadini con le banche commerciali: bensì tutto il denaro circolante è stato prestato e costituisce debitoIl sistema monetario E' BASATO sul debito; le banconote che abbiamo in tasca, costituiscono un debito. Per questo Magdi Allam, nel suo articolo definisce la BCE una "Fabbrica del debito"

Inserendo spese non realmente sostenute nel bilancio, le banche centrali fanno letteralmente sparire quelle forti somme, e questo è il "famoso" signoraggio bancario.

Evitiamo di ripetere discorsi sul quale numerosi autori hanno ampiamente dibattuto, e rimandiamo coloro che vogliono approfondire la questione alla lettura di alcuni documenti o alla visione di alcuni documentari. Di seguito vi proponiamo alcuni approfondimenti, potete comunque cercarne ulteriori sui motori di ricerca e su Youtube: oltre che "signoraggio" cercate anche "sistema monetario a debito", "sovranità monetaria", "origine debito pubblico".

Alessandro Raffa per nocensura.com
L'edizione cartacea dell'articolo di Magdi Allam che puoi leggere QUI
APPROFONDIMENTI
- Il tedesco Martin Schultz, Presidente del Parlamento Europeo, in occasione di un incontro con i ragazzi del Forum Nazionale dei Giovani alla domanda "NON LE PARE CHE TALE SISTEMA SIA UNA DELLE PIU’ GRANDI TRUFFE MAI PERPETRATE A DANNO DEI CITTADINI DA PARTE DELLE CONSORTERIE BANCARIE ???" posta da un giovane, Cristian Licata, ha risposto così:  "SONO D’ACCORDO!!!". Il video è disponibile nell'articolo"Il presidente del Parlamento Europeo, il tedesco Schultz, ammette candidamente che il sistema monetario è una truffa"


- Un'ottimo libro, giunto alla quarta edizione - probabilmente il migliore disponibile in lingua italiana -è Euroschiavi, di cui consiglio la lettura: (vedi la recensione) illustra in modo chiaro e approfondito la questione del signoraggio, il debito pubblico, i segreti della Banca d'Italia. QUI un convegno degli autori del libro, tenuto a Marina Romea (Ravenna) nel mese di Luglio 2012.

- La moneta come strumento di dominio - ottimo documento in formato PDF a cura diPiero Sanna in collaborazione con Pierluigi Paoletti Giuseppe Littera che illustra ilfunzionamento del sistema monetario.

E se il sistema economico fosse una truffa gigantesca? (documento PDF)

SPECIALE DEBITO PUBBLICO NEL MONDO: tabelle, cifre e percentuali E' mai possibile che nessuno si chieda come mai praticamente tutte le nazioni hanno un forte debito pubblico? In Italia, dove la classe politica ci ha gestito in modo assurdo e criminale, molti credono che il debito pubblico sia il risultato delle folli spese della casta, che sicuramente ha dilapidato miliardi di euro in molteplici spese assurde: ma quando i governi hanno avuto bisogno di soldi per finanziare le loro ladrate ed i loro sprechi non hanno mai esitato ad aumentare le tasse, arrivando ai livelli insostenibili di oggi...  come potete osservare dalla tabella anche le nazioni virtuose hanno un sostanzioso debito pubblico; il Giappone per esempio, ha un rapporto debito pubblico - PIL del 240%

VIDEO e DOCUMENTARI:

L'imperdibile cartoon che non vedrete mai sulle tv di massa... 

Adam Kadmon allo Zoo di 105 parla di signoraggio bancario:

Il debito eterno...
 Quando Beppe Grillo parlava di signoraggio bancario e sovranità monetaria...  Vedi anche l'ottimo documentario di ''REBUS''

venerdì 22 giugno 2012

USA debito: si stanno mangiando l'Europa a suon di rating?


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Gli Stati Uniti sono falliti e per evitare lo sconquasso e rischi seri di guerra totale, si stanno mangiando l'Europa a suon di rating farlocchi.
Ogni tanto su Crisis torna a farsi sentire la voce del padrone. So che vi fa piacere, quindi eccovi un bel post di Pietro Cambi che, nel suo solito modo un po' contorto, ne dice di cotte e di crude e di molto apocalittiche. Buona lettura.

Avrete seguito il bi et ba di Obama al G20 e gli europei sdegnati. (foto:infophoto) Ci ha spiegato come e qualmente loro hanno investito in competizione etc etc etc. Vabbe' famola corta: lo stato americano ha un deficit che è il 50% di quanto incassa, ovvero irrecuperabile.
E in % sul PIL siamo al 16%, mai visto prima nella storia umana di NESSUN paese: l'Argentina, la Grecia etc etc sono andati in default al raggiungimento del 10%. E da anni. E parliamo SOLO del budget federale perche' i singoli Stati sono messi pure peggio e contano a parte. Ha da poco, pochi mesi, superato la soglia del 100% di Debito FEDERALE su PIL, ovvero tenendo conto anche del debito dei singoli stati, contee (come si fa in Europa) è già al 124% e come del resto perfino da me ampiamente previsto, nel giro di due anni avrà superato il livello di debito/PIL di tutti i paesi dell'OCSE.

Una famiglia su 2 usufruisce dei food stamp, 46 milioni di "richiedenti" contro 83 milioni di famiglie. MOLTO peggio che nel '29.

Ma è una bufala? E' possibile o cosa?
Potete verificare, al volo, qui all' "Orologio del debito USA":
Hanno messo su MILLE trecento MILIARDI di nuovo debito, l'8% del PIL giustappunto nel giro di sei mesi.
Ci hanno fatto su persino le vignette.

E con un deficit che è oltre il 10% del LORO PIL, con uno Stato che spende il DOPPIO di quanto incassa (una tacca sopra l'italia ai tempi di Craxi) che con un 16% di nuovo debito riesce a far finta di crescere per il 3% (un rendimento da vaporiera dell'800, sotto il 20% di risultati utili rispetto alle energie immesse) osano chiamarla ripresa ed osano darci lezioni?
LOL se non ci fosse da dire COL, invece, dove la C sta per Crying...
Cosa dovrebbero tagliare? Beh se tagliassero TUTTE le spese militari e TUTTE le pensioni avrebbero ancora un deficit di circa il 6% del PIL.
Ovviamente troppo alto. Quanto poi a poterlo davvero fare: suvvia...
Gli Stati Uniti sono FALLITI e per evitare lo sconquasso e rischi seri di guerra totale con la Cina et compagnia, causa consolidamento del debito da migliaia di miliardi di dollari nei loro confronti,si stanno mangiando l'Europa a suon di rating farlocchi.
Questa è la verità, ma se si smette di sussurrarla e si comincia a gridare salta per aria il coperchio di Pandora che comunque saltera' per aria in ogni caso.
Sembra tutto molto astratto.
Poi le botteghe chiudono a vista d'occhio perfino in centro a Firenze.
Poi vedo dignitosi pensionati e pensionate chiedere l'elemosina.
Siamo a pochi mesi dai cartoneros, ecco il punto.
E quella, intendiamoci, è la soluzione ottimistica, che vede semplicemente l'Italia ed alcuni altri paesi europei ridotti in rovina, senza guerre e soprattutto senza guerre atomiche.
Perche' quando si raggiungono questi livelli di rischio a qualcuno, in qualsiasi momento possono saltare i nervi.



fonte: crisis.blogosfere.it