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sabato 5 aprile 2014

Gran Bretagna e Germania si alleano: espulsione per gli stranieri senza lavoro

Gran Bretagna e Germania si alleano: espulsione per gli stranieri senza lavoro





STRANIERI – Mentre l’Unione Europea sbraita contro la Svizzera, Germania e Gran Bretagna si alleano per studiare piani per l’espulsione degli immigrati senza lavoro.
L’Unione Europea continua a sindacare sulla Svizzera, sostenendo che devono lasciare frontiere aperte e assistenza a tutti gli stranieri. Tutto questo mentre Germania e Gran Bretagna, senza che Bruxelles dica nulla, stanno preparando un piano per l’espulsione in tre mesi degli immigrati senza lavoro.
La Merkel ha sostenuto pubblicamente le ragioni del Premier Cameron, che chiede che la politica del Regno Unito non sia succube dell’arroganza degli eurofalliti e il governo tedesco ha già presentato un report che suggerisce che i nuovi arrivi tra i migranti dovrebbero essere rispediti ai loro paesi d’origine nel giro di pochi mesi.
L’espulsione degli stranieri disoccupati non sarebbe la prima azione della Gran Bretagna, che ha già diminuito sensibilmente l’accesso ai servizi sociali per gli immigrati appena arrivati nel paese.
Cameron ha dichiarato alla BBC Radio Derby: “Stiamo facendo quello che stanno facendo i tedeschi, cioè introdurre nuove regole sul fatto che non puoi venire qui e chiedere immediatamente dei benefici, e se sei un cittadino dell’UE, ma non stai cercando un lavoro e chiedi benefici, puoi essere rimandato al tuo paese di origine.
Certo, questo i politici tedeschi non lo dicono, quando vengono a Berna a divulgare il verbo dell’UE…
MS
fonte 

sabato 27 ottobre 2012

La Gran Bretagna pronta a dire addio all'Europa



A Londra l’euroscetticismo avanza. Il sentore anti-europeo del Regno Unito non è certo una novità. Nei mesi scorsi il premier David Cameron ha, addirittura, prospettato un referendum per uscire da Eurolandia. Lo strumento referendario, pare, sia di gran moda in questo periodo. L’esempio è quello della Scozia che vorrebbe rendersi indipendente da Londra o la Catalogna che sogna l’autonomia dal governo centrale di Madrid. Ma nessuno ha mai pensato di lasciare l’Ue.
L’adesione all’Unione europea è sempre stata caratterizzata da un atteggiamento tiepido tra i sudditi di sua Maestà, tipico di chi voleva sfruttare le possibilità del mercato unico, ma senza aderire all’euro. Come dire, solo i vantaggi e le comodità, ma senza limitazioni, possibilmente. La volontà di partecipare all’unione politica europea non è mai decollata e le motivazioni sono state spesso di tipo economico. L’incremento della crisi finanziaria, però, ha peggiorato lo scenario. L’Inghilterra non vuole più sopportare le restrizioni che da Bruxelles sono sempre più stringenti per gli Stati membri, in nome degli accordi su debiti pubblici e bilanci. Con la conseguente perdita, considerevole, della sovranità monetaria da parte dei governi nazionali.

Negli ultimi giorni dalle parti di Londra soffiano sempre più forti venti anti europeisti. Il segretario di Stato per gli Affari interni, Theresa May, alla conferenza dei conservatori, ha paventato l’opportunità di mettere in discussione la libertà di circolazione all’interno degli Stati membri dell’Unione, attaccando uno dei cardini stessi dell’Eurozona. Il 16 ottobre ha rincarato la dose, prendendosela con il mandato d’arresto europeo. A fare da spalla alla collega, ci ha pensato il ministro della Difesa, Philip Hammond, che ha parlato della necessità “di rivedere i rapporti tra Regno Unito ed Europa”. L’intervento di Michael Gove, ministro dell’Istruzione, ha rivelato che se fosse indetto un referendum per abbandonare l’Europa, voterebbe senza esitazione a favore.
Tra i motivi dell’insofferenza britannica anti-Ue ci sono, come detto, le sempre più stringenti condizioni che Bruxelles impone ai governi nazionali. In ambito scolastico, per esempio, Gove si è trovato a fare i conti con norme che limitano l’autonomia di scelta dei presidi da assegnare agli istituti. Stesso discorso vale per il welfare, ogni riforma deve tenere conto delle direttive di Bruxelles. Insomma, tra i Tory aumenta sempre di più la fronda che vorrebbe il Regno Unito fuori dall’Eurozona. E questa tendenza è confermata anche dal crescente seguito dell’Ukip (il partito euroscettico per l’indipendenza del Regno Unito), appoggiato anche dai voti di parte dei conservatori delusi. C’è, tra i Tory, chi teme che l’Ukip possa strappare un consenso considerevole alle prossime elezioni europee del 2014. A tuto questo, poi, va unito anche il motivo più importante: l’opinione pubblica sta cambiando. Sempre più britannici cominciano a credere che il posto del Paese non debba più essere nell’Ue.
L’ipotesi che il premier Cameron possa rinegoziare con Bruxelles gli accordi di adesione, è ormai troppo lontana anche perché sarebbe quasi impossibile che Bruxelles possa concedere altri vantaggi all’Inghilterra senza ottenere nulla in cambio. “Il Regno Unito continuerà ad essere il più grande beneficiario del mercato unico”, scrive il Wall Street Journal, sottolineando come, in realtà, la Gran Bretagna ha fino ad oggi sfruttato anche i vantaggi economici offerti da Eurolandia. Se davvero Cameron volesse abbandonare l’Eurozona, dovrà fare i conti con un indebolimento inglese nei confronti degli ex-partner europei. Londra rischierebbe di diventare una succursale Usa nel Vecchio Continente, con l’inevitabile isolazionismo. In ballo ci sono gli interessi di una nazione e ma anche del mercato europeo. Prima di lasciare l’Unione, occorre fare bene i conti. Per conferma, chiedere a Grecia e Spagna.


fonte: http://it.finance.yahoo.com/notizie/gran-bretagna-addio-europa.html

lunedì 6 agosto 2012

I compensi agli atleti medagliati?


Gli atleti italiani delle Olimpiadi sono già pagati dallo Stato perché quasi tutti sono dei militari. Non solo, se vinceranno delle medaglie, riceveranno un mucchio di soldi, a differenza di quanto avviene per gli altri Paesi. Alla faccia della crisi economica!
Italia=140.000 euro per l’oro
Germania=15.000 euro per l’oro
Gran Bretagna=0 euro
E ORA GODETEVI PURE LO SPETTACOLO E TIFATE AZZURRI!