venerdì 9 agosto 2013
giovedì 8 agosto 2013
BEGHE FAMILIARI Il marito del ministro Kyenge scende in campo conTravaglio e dà del somaro a sua moglie Domenico Grispino sullebarricate: "La Costituzione non si tocca". Un messaggio chiaro e tondoper quei "quattro asini del governo". In cui c'è Cécile
Cécile Kyenge
Il titolo della petizione non le manda certo a dire: «Costituzione, non vogliamo la riforma della P2». E infatti a lanciare la raccolta firme su Change.org sono stati Antonio Padellaro, Marco Travaglio e la redazione de Il Fatto quotidiano, che non hanno mai nascosto la loro avversione al governo Pd-Pdl contro il cui progetto di riforma costituzionale dunque si scagliano. La petizione ha raggiunto quasi 300 mila firme. E fra queste c’è anche quella di Domenico Grispino. Che non si è limitato a firmarla, ma se ne è fatto anche propagandista. Sulla sua pagina Facebook Grispino invita tutti a scagliarsi contro quel disegno di legge costituzionale «Perché è la Costituzione è di tutti e non di 4 somari, prestati alla politica, che se qualche cambiamento introducono lo fanno solo per il bene del partito e non per il bene comune». I 4 somari con cui ce l’ha Grispino appartengono dunque al governo, e sono guidati dal primo firmatario di quel disegno di legge che tanto scandalizza: Enrico Letta. È un’opinione fra le tante, ovviamente. Ma quella di Grispino fa notizia. Non per il lavoro che fa: è solo un dirigente del Consorzio attività produttive di Modena, dopo lunghi anni trascorsi da progettista alla Cmb di Carpi.
IDEE DIVERSE
Non per la militanza politica: è un renziano che ha fatto campagna per il sindaco di Firenze alle scorse primarie del Pd. Quel che rende molto particolare la battaglia di Grispino contro «la riforma della P2» scritta dal governo Letta, è sua moglie: Cécile Kashetu Kyenge. Che fra moglie e marito bisogna evitare di mettere il dito, è risaputo. E non sarebbe quella la prima famiglia dove i coniugi hanno idee assai diverse in politica. Che siano diverse al momento è tutto da dimostrare, però. La Kyenge fin qui si è espressa su temi a lei assai cari (come lo ius soli) che non fanno parte del programma di governo. Ma non si ricordano suoi giudizi sulle cose che il governo fa. Né pro, né contro. Chissà se Cécile ha le stesse perplessità del marito su quel disegno di legge costituzionale che il suo premier ha firmato.
E chissà se ha mai dato qualche occhiata a quella palestrina politica che il marito Domenico sfoggia sui propri social network. Ed è presumibile che questo avvenga, anche perché fra i suoi interventi ci sono naturalmente alcune ironiche difese della consorte dagli attacchi della Lega. Quando al vicepresidente del Senato Roberto Calderoli sfuggì quel maldestro commento sulla Kyenge paragonata a un «orango», Grispino non lo ha sfidato a duello. Ha preso una maialina - pupazzetto, le ha infilato una camicia verde a pois bianchi, l’ha fotografata sul cruscotto della sua auto, e ha chiesto alla rete di darle un nome. E nome fu: «La Caldarola». In fondo spiritoso. Poi ci ha preso gusto e il 29 luglio scorso ha fotografato una delle figlie con la maialina in mano che mangiava da un piatto. Commentando: «Buoni i diamanti!!! Tendenza 2012-2013 di bassa lega…». Un po’ più greve, ma in fondo chi la fa l’aspetti…
Meno leggera la serie di post dedicati da Grispino a Beppe Grillo, prima e dopo le elezioni. Quando il povero Pierluigi Bersani si umiliava in dirette streaming con il Movimento 5 stelle, il marito della Kyenge faceva il tifo per il «governo del cambiamento». Quando si è capito che da Grillo era arrivato un sonoro vaffa, a Grispino sono venuti i cinque minuti.
HEIL GRILLO
Così il 6 marzo scorso ha pubblicato integrale un discorso di Adolf Hitler contro i partiti politici durante la campagna elettorale del 1932, e ha paragonato Grillo e i suoi ai nazisti. Sparandola assai grossa: «Per chi ancora pensa che si possa dare credito a Grillo, è meglio che si prepari ai campi di concentramento». Il povero Grillo si è preso del nazista per il mancato matrimonio con il Pd. Eppure è stato proprio grazie a quel rifiuto che la Kyenge è diventata ministro…
di Franco Bechis
@FrancoBechis
mercoledì 7 agosto 2013
ETERNA SOLITUDINE Fini, la suo foto arriva a Montecitorio. Mala "sistemano" vicino alla porta... Il ritratto di Gianfranco entranella galleria dei presidenti della Camera. Ma sta vicino allaporta: "Non c'era più spazio..."
Ve lo ricordate,Gianfranco Fini? Dal Parlamento è stato fatto fuori con le scorse elezioni. Ma la "prassi istituzionale" lo ha riportato dentro. Con una foto. Terminato il suo compito da presidente della Camera, gli spetta un posto d'onore nella galleria di Montecitorio dove campeggiano tutti i ritratti e le foto di chi è stato seduto nello scranno più alto della Camera. Cinque mesi dopo dalla sua ultima seduta ecco che Gianfry ritorna alla Camera. Ma a quanto pare non è stato fortunato. Come racconta Linkiesta.it, il ritratto di Fini è stato sistemato sulla parete del lungo corridoio. Peccato che la posizione sia davvero "scomoda". Fini è stato sistemato in fondo alla sala, vicino alla porta. Vicino non ha nessuno. La solitudine continua a perseguitarlo. Di fronte ha le foto di Luciano Violante, Fausto Bertinotti, Irene Pivetti e Pier Ferdinando Casini. Nel corridoio tutti stanno vicini l'uno all'altro, ma lui, Gianfranco Fini, resta da solo. "Che dovevamo fare? - allarga le braccia il commesso di servizio nella sala - Non c’era più spazio". Triste epilogo di un'avventura politica mai decollata. (I.S.)
martedì 6 agosto 2013
CAMPIONESSA E DEPUTATA PART-TIME Vezzali si allena per il MondialeSogna il podio ma dimentica il Parlamento In un'intervista lacampionessa olimpica spiega come ha ripreso gli allenamenti due mesidopo il parto. La politica? Può attendere
Dallo scranno alla pedana. L'onorevole di Scelta Civica Valentina Vezzali, due mesi dopo aver dato alla luce il piccolo Andrea, esordisce ai Mondiali di Budapest cominciando dalle qualificazioni. Ottantuno giorni dopo il parto, la schermitrice è pronta per il podio. In un'intervista a La Stampa racconta appunto come tra pannolini e poppate insegue la vittoria. Il punto è che la Vezzali è anche parlamentare. E' vero che la campionessa di scherma non ha nessuna intenzione di appendere il fioretto al chiodo, ma è altrettanto vero che alle scorse elezioni 78mila marchigiani le hanno dato fiducia, mandandola in Parlamento. Per la campionessa vale più lo sport che la politica. "Darò il massimo sapendo di non dover dimostrare nulla a nessuno e ho voglia di divertirmi: per la gravidanza mi sono presa un anno sabbatico che mi ha fatto bene. Però avevo bisogno di rientrare nel mio mondo. Quando ho il fioretto in mano sono ancora la persona più felice del mondo". Nell'intervista la Vezza,li racconta che un mese e otto giorni dopo il parto ha ricominciato a tirar di scherma, ad allenarsi.
Impegno politico - E quando il giornalista le fa notare che dopo la sentenza di condanna a Berlusconi, con l'aria che tira c'è il rischio che lei debba tornare in campagna elettorale, lei risponde: "E' un periodo molto particolare, spero che la sosta estiva stempire questo clima esasperato anche perché l'Italia ha bisogno di altro". Quando il cronista le chiede se, tra poppate e allenamenti, si si sia già disamorata della politica, lei risponde così: "Non vedo l'ora di tornare al lavoro a settembre. Comunque ho agito a distanza la mia parte l'ho fatta da casa. Ho avanzato un profetto di legge a tutela di chi pratica lo sport, anche se non è agonista, uno sul visto di idoneità sportiva da differenziare per età e per lo sport che si pratica, uno sui Conservatori, uno sugli omicidi stradali". Ok onorevole Vezzali. Lei dice che non vede l'ora di tornare in Parlamento a settembre. Il secondo figlio l'ha tenuta lontana dagli impegni politici però il tempo, l'energia, la vogia per la scherma l'ha trovata. Ha cominciato ad allenarsi pochi giorni dopo il parto, andare in Parlamento non è più faticoso...
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