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domenica 2 dicembre 2012

CLASSIFICA DEL SOLE 24ORE Da De Benedetti a Marchionne i dieci "paperoni" italiani che hanno preso casa in Svizzera


I più ricchi tra i connazionali espatriati sono i Perfetti dei dolciumi, con un patrimonio tra i 3 e i 4 miliardi di franchi. L'ad Fiat è "solo" l'ultimo della lista

Da De Benedetti a Marchionne
i dieci "paperoni" italiani
che hanno preso casa in Svizzera

In classifica anche Margherita Agnelli, che per rinunciare a tutti i diritti sulla Fiat ha incassato, tra beni e capitali, 1,2 miliardi di dollari
Ci sono i Perfetti delle gomme da masticare 'Brooklyn'), i Fossati eredi dell'inventore del dado Star, i Carozza dei trattori Same, gli Zegna della moda. E poi De benedetti, Marchionne, Margherita Agnelli. Nella classifica dei 300 paperoni di Svizzera, scrive il Sole 24Ore, ci sono anche 10 italiani. (Un franco svizzero vale 0,8 euro).
Famiglia Perfetti - Il gruppo Perfetti Van Melle è il numero tre al mondo nel settore dolciario (tra i suoi prodotti ci sono i chewingum a marchio 'Brooklyn'). L'azienda ha raggiunto un fatturato di oltre € 2 miliardi nel 2010. La decisione, presa ormai 20 anni fa, di aggredire i mercati asiatici in via di sviluppo, ha dato ottimi frutti. E ha permesso ai fratelli Augusto e Giorgio Perfetti di preservare il loro patrimonio.Patrimonio 2011: tra 3 e 4 miliardi di franchi svizzeri
Margherita Agnelli - Nel 2003, con la morte dell'avvocato Giovanni Agnelli, si è aperta una lotta per la successione nel gruppo Fiat. A seguito di un patto di famiglia, sua figlia, Margherita Agnelli de Pahlen, ha incassato circa 1,2 miliardi di dollari, tra beni e capitali. In cambio, ha rinunciato a tutti i diritti della casa automobilistica italiana, lasciando il potere a suo figlio maggiore John Elkann. A 56 anni, Margherita Agnelli vive nel cantone di Vaud con il suo secondo marito Serge de Pahlen. Patrimonio 2011: tra 1,5 e 2 miliardi di franchi svizzeri
Carlo de Benedetti - A breve, l'ingegnere potrebbe ricevere 560milioni di euro: a tanto ammonta il risarcimento danni che Fininvest dovrà versare in seguito alla sentenza di condanna che, salvo colpi di scena in appello, potrebbe mettere fine alla causa sul lodo Mondadori. Patrimonio 2011: tra 1,5 e 2 miliardi di franchi svizzeri
Famiglia Malacalza - Ha incassato oltre un miliardo di euro per la vendita, nel 2007, del suo gruppo siderurgico Trametal. In seguito, Mattia Malacalza ha consolidato la partecipazione della famiglia nel Gruppo Pirelli. Questa estate ha avviato i lavori per edificare la sua nuova casa in Engadina. Patrimonio 2011: tra 1,5 e 2 miliardi di franchi svizzeri
Famiglia Zegna - E' oggi uno dei marchi di moda più popolari al mondo, celebre per i suoi abiti da uomo di alta gamma. Quasi la metà del volume delle vendite è prodotto in Asia: recentemente, la famiglia Zegna ha aperto nuovi negozi in Cina e Hong Kong. Con Gildo, Paolo, Anna, Benedetta e Laura Zegna, l'azienda è rimasta fino ad oggi un'impresa di famiglia. Patrimonio 2011: tra 1 e 1,5 miliardi di franchi svizzeri
Famiglia Fossati - Gli eredi dell'inventore del dado Star attraversano un periodo difficile a causa della loro partecipazione in Telecom Italia. Attraverso la Findim, la famiglia Fossati detiene il 5% dellla società di Tlc italiana. Quest'anno, il valore delle sue azioni è crollato. Nel 2011 le sorelle Daniela e Stefania Fossati hanno ricapitalizzato la società versando 210 milioni di euro. Patrimonio 2011: tra 1 e 1,5 miliardi di franchi svizzeri
Vittorio Carozza - Nel 2011, Same Deutz-Fahr, la società presieduta dalla famiglia  Carozza, ha registrato un rosso di 12 milioni, che si aggiungono ai 48 dell'anno precendente. Le vendite si sono ridotte del 2,5%, a 855 milioni di euro. Le pesanti perdite degli ultimi due anni hanno ridotto il patrimonio di famiglia di diverse centinaia di milioni di euro. Patrimonio 2011: tra 900 milioni e 1 miliardo di franchi svizzeri
Carlo Crocco - Vive a Lugano, dove ha preso la cittadinanza, Carlo Crocco, 69 anni, risiede e vive a Lugano. Lì ha fissato la sede della fondazione no-profit Hand in Hand che presiede con, al suo fianco, la figlia Margherita, 32 anni. Patrimonio 2011: tra 300 e 400 milioni di franchi svizzeri
Famiglia Macaluso - Dopo la morte di Luigi Macaluso, artefice della rinascita della Girard-Perregaux, casa di zzz fondata nel 1791 con un fatturato di circa 200 milioni di franchi, la gestione dell'azienda è stata affidata al gruppo Ppr. La famiglia Macaluso rimane comunque molto presente in azienda, sia con Monica Mailander Macaluso, moglie di Luigi, vice presidente del consiglio, che con i due figli Stefano e Massimo, come direttori, rispettivamente, di Girard-Perregaux e JeanRichard. Patrimonio 2011: tra 100 e 200 milioni di franchi svizzeri
Sergio Marchionne - In questi mesi è impegnato nel tentativo di accelerare la fusione tra il gruppo americano Chrysler e Fiat, che potrebbe sancire definitivamente la non centralità del mercato italiano per l'attività del gruppo automobilistico torinese. Marchionne è anche membro del Consiglio del gigante Usa del tabacco Philip Morris. Vanta un patrimonio compreso tra 100 e 200 milioni di franchi svizzeri.Patrimonio 2011: tra 100 e 200 milioni di franchi svizzeri

lunedì 12 novembre 2012

MARPIONISSIMO! - SAPETE QUANTO SCUCE LA FIAT PER LO STIPENDIO MENSILE DI UN OPERAIO SERBO? 300 EURO MENSILI! – E 2.500 OPERAI DELLO STABILIMENTO DI KRAGUJEVAC HANNO DOVUTO LOTTARE PER OTTENERE UN CAZZO DI AUMENTO DEL 13% - ORA NEL MIRINO DEL SINDACATO DI MIHAJLOVIC CI SONO I TURNI MASSACRANTI DA 10 ORE - IL NUOVO PREMIER NAZIONALISTA NIKOLIC MOLTO PIU’ DURO CON LA FIAT…


Salvatore Cannavò per Il Fatto Quotidiano
MISS ITALIA CON SERGIO MARCHIONNE FRANCOIS OLIVIER JOHN ELKANNMISS ITALIA CON SERGIO MARCHIONNE FRANCOIS OLIVIER JOHN ELKANNMARCHIONNE ALLA FIAT IN SERBIAMARCHIONNE ALLA FIAT IN SERBIA
Quello che non riesce in Italia accade in Serbia. I lavoratori Fiat dello stabilimento di Kragujevac hanno vinto la loro vertenza e ottenuto un aumento salariale del 13%. La compattezza e la determinazione dei 2.500 operai serbi sembra aver avuto la meglio. Anche perché a Kragujevac si produce la 500L, modello di punta nelle strategie di Marchionne. L'intesa ha validità a partire da ottobre e riguarda anche il pagamento di una tredicesima mensilità e di un bonus una tantum in due rate per complessivi 36 mila dinari (350 euro circa).
MARCHIONNE FIATMARCHIONNE FIATMONTI-MARCHIONNEMONTI-MARCHIONNE
Il bello, però, è che la vertenza operaia potrebbe continuare, perché raggiunta l'intesa sulla parte salariale resta lo scontro in materia di orario di lavoro. Nel luglio scorso, in concomitanza con l'avvio della produzione della nuova vettura, i sindacati serbi avevano accettato di sperimentare per un periodo di sei mesi due turni giornalieri di dieci ore per quattro giorni alla settimana. Alla lunga, però, la sperimentazione oraria si è scontrata con la vita reale e gli operai hanno iniziato a lamentarsi per i turni massacranti. La richiesta ora, è quella di reintrodurre il vecchio turno di otto ore giornaliere su due turni settimanali (dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22).
"La nostra ferma richiesta è stata la reintroduzione dei turni di otto ore, in quanto quelli da dieci ore si stanno rivelando insostenibili per gli operai", ha spiegato Zoran Mihajlovic, presidente del principale sindacato dei lavoratori Fiat. Anche perché, per sostenere gli ordini, particolarmente positivi per quanto riguarda la 500, gli operai non si sono limitati alle dieci ore ma hanno dovuto effettuare straordinari con giornate di lavoro di 12 ore spesso arrivando anche al quinto giorno settimanale. E questo a fronte di una retribuzione compresa tra i 30.000 e i 34.000 dinari mensili (circa 300 euro), di gran lunga inferiore a quella italiana, ma anche molto più bassa della retribuzione che spetta agli operai polacchi che guadagnano circa 800-900 euro mensili (comprensivi degli straordinari).
marchionne montiMARCHIONNE MONTIpassera marchionne bigPASSERA MARCHIONNE BIG
Quello che colpisce, però, è la novità della mobilitazione operaia all'interno del gruppo Fiat dove regna la pace ormai da diversi anni. Negli Usa gli operai vengono da una fase di profonda ristrutturazione dopo il fallimento della Chrysler e il salvataggio a opera di Obama. In Europa, invece, la paura della crisi e della chiusura degli stabilimenti ha finora bloccato le rivendicazioni dei lavoratori. Come dimostra il caso italiano. In Serbia, però, sembra aver pesato la durezza delle condizioni lavorative già documentate dal Fatto Quotidiano nell'inchiesta di Vittorio Malagutti. Una settimana di 48 ore in un paese in cui la disoccupazione è al 25%.

Anche per questo il governo serbo ha di fatto regalato lo stabilimento in cui si costruiva la famosa Zastava - l'auto di Tito, prodotta fin dal 1954 - agli Agnelli con un finanziamento di 400 milioni di euro, la concessione dei terreni e l'istituzione di una zona franca sul piano fiscale e contributivo. In realtà, dopo le promesse, il governo di Belgrado, che è socio al 33% della Fiat, ha avuto molte difficoltà a onorarle soprattutto dopo il cambio dell'esecutivo. Al posto del liberale Todic è arrivato il nazionalista moderato Nikolic che si è spostato verso la Russia di Putin.
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E così, nell'agosto scorso, il Lingotto ha dovuto protestare per il ritardo degli aiuti di Stato. "La pazienza della Fiat sta finendo" scriveva l'azienda . "Innanzitutto lo Stato (serbo) in qualità di comproprietario della fabbrica, deve ancora 60 milioni di euro" spiegava la nota aziendale. Inoltre si faceva notare "un sostanziale ritardo dei lavori di costruzione del nuovo bypass stradale intorno a Kragujevac, così come della nuova bretella di congiunzione della città all'autostrada Belgrado-Nis (sud)", il principale asse stradale del Paese.

Ai problemi con il governo ora si aggiungono quelli con i lavoratori in una delocalizzazione che, a quanto pare, si preannuncia più difficile di quanto previsto. In Italia, invece, resta alta la tensione attorno al caso di Pomigliano su cui ieri è intervenuto il segretario del Pd, Bersani. "In tv non fanno più vedere una fabbrica a meno che gli operai non sono sui tetti. Bisogna tornare a occuparsi di politica industriale" è il messaggio che il leader Pd ha rivolto al governo.
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"Fossi nel governo chiamerei Marchionne e mi farei spiegare come mai i piani sono cambiati" ha aggiunto. A Pomigliano, intanto, è andato in scena un altro pezzo della protesta con il corteo indetto dai Cobas a cui si sono aggiunti gli studenti delle scuole superiori. Alcune centinaia hanno sfilato per il centro lanciando vernice rossa contro la sede della Uilm e del Banco di Napoli.

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