martedì 5 marzo 2013

Quando il tribuno del web odiava Internet


Un tempo Grillo tuonava contro farmaci, banche, Israele, sognava il Medioevo e diceva che internet era magia nera e malattia letale. Poi un mago entrò nella sua testa tramite quella matassa grigia e lo stregò

È impressionante la foto di Grillo con Casaleggio: la stessa matassa riccia e grigia unisce le loro teste come se derivassero dallo stesso gomitolo. In quella selva grigia s'è smarrito il nostro Paese.
Poi vedo l'assemblea studentesca dei ragazzi grillini in gita scolastica a Roma, con visita al Parlamento e diritto di voto, e precipito nella schizofrenia: da un verso mi elettrizza pensare che quella scolaresca di ignari ma indignati scapocchioni sconvolga quel pachiderma rintronato che è il Parlamento, tra partiti, privilegi e abusi; dall'altra mi spaventa che quella mandria reclutata random sul web abbia in mano le sorti d'Italia e magari d'Europa. Nel mezzo stava la virtù: una rappresentanza di alieni in veste di difensori civici, guidati da un tribuno della plebe, avrebbe giovato in Parlamento; ma a patto che poi altri governassero il Paese.
È orribile vedere vecchi marpioni di partito adescarli in atteggiamento torbido, tra la circonvenzione d'incapace e gli atti di libidine su un minore. Devo infine autodenunciarmi, non per qualche laurea fasulla ma per una cosa più grave: un grillino mi ha fatto notare che quindici anni fa dedicai la copertina di un settimanale che dirigevo a Beppe Grillo salutandolo come leader dell'opposizione contro l'euro. Grillo appariva anche allora mascherato, in tonaca nera, tuonava contro farmaci, banche, Israele, sognava il Medioevo, ma allora diceva che internet era magia nera e malattia letale. Poi un mago entrò nella sua testa tramite quella matassa grigia e lo stregò...

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