sabato 29 ottobre 2011

Lombardia, la guerra dei call center e il servizio gratis diventa a pagamento La Lega ne ottiene uno a Milano, resta quello in Sicilia a Paternò, il paese di La Russa


DA MARZO 2012 IL CALL CENTER PER PRENOTARE LE VISITE COSTERÀ 50 CENTESIMI DA CELLULARE

Lombardia, la guerra dei call center
e il servizio gratis diventa a pagamento

La Lega ne ottiene uno a Milano, resta quello in Sicilia a Paternò, il paese di La Russa

MILANO - Una telefonata hot. Dall'altro capo del filo si offrono, però, Tac ed ecografie. Da marzo 2012 il call center di Regione Lombardia per prenotare le visite e gli esami medici costerà per le chiamate da cellulari cinquanta centesimi «a contatto».
Tutta colpa di Paternò. Un paesone di cinquantamila abitanti a una ventina di chilometri da Catania. Il paese dei fratelli La Russa. Il paese che dal 2007 ospita i 600 addetti del centralino sanitario. Una vicenda tutta politica, e tutta interna alla maggioranza di centrodestra che governa da un quindicennio il Pirellone. Lega contro Pdl, ancora una volta.

Quattro anni fa la Lombardia ha appaltato a milletrecento chilometri di distanza il call center. «Paternò, provincia di La Russa», masticarono amaro i leghisti del Pirellone. La controffensiva iniziò la primavera scorsa, con la nomina di Lorenzo Demartini, ex consigliere del Carroccio, al comando della holding Lombardia Informatica. Nel mirino dei lumbard finì Giovanni Catanzaro, consigliere delegato della società da oltre un decennio. Catanzaro è uomo politicamente vicino a La Russa. E cittadino onorario, dal 2008, proprio del Comune di Paternò. Il capogruppo leghista Stefano Galli era stato il più duro a denunciare in Consiglio regionale i «tanti», «troppi» incarichi di Catanzaro nei cda di società partecipate ed enti pubblici.

Tanto furore non poteva non portare al risultato: addio Sicilia, i centralini dei lombardi tornano ai lombardi. Eccola, la svolta. Un nuovo call center affiancherà quello di Paternò. Per un paio d'anni, fino alla primavera del 2014, quando di fatto si procederà a privatizzare il servizio. Affiancare, appunto. Perché Paternò non chiuderà. Non subito, almeno. Il numero verde raddoppia, e le telefonate finora gratuite si pagheranno per coprirne almeno in parte i costi.

L'ultima puntata è quella di mercoledì scorso. La giunta approva la delibera che dà il via al progetto. «Si prevede una ripartizione di costi con il cittadino pari a 0,50 euro fisso per ogni contatto telefonico da cellulare», si legge nell'allegato al documento. Il consigliere del Pd Alessandro Alfieri allarga le braccia: «Siamo di fronte a una inutile duplicazione del call center pretesa dalla Lega. Il risultato è che ci saranno costi più alti e nessun miglioramento del servizio. E oltre al danno per i lombardi si aggiunge la beffa del nuovo balzello. È, in piccolo, una storia simile a quella dei ministeri del Nord nella Villa Reale di Monza».
Simona Ravizza e Andrea Senesi
29 ottobre 2011 15:06

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