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sabato 25 maggio 2013

Se i funerali diventano la Festa dell'Unità



Seimila persone per l'ultimo saluto a Don Gallo. Bandiere rosse, pugni alzati e fischi per l'omelia di Bagnasco

commenti 

12:5025 Maggio
Da Bagnasco al transessuale Regina, da Paolo Ferrero ad Alba Parietti. Migliaia di persone per i funerali del prete dei No Global. L'omelia di Bagnasco interrotta da fischi e "Bella Ciao"

lunedì 21 gennaio 2013

Una folla "cancella" lo sfregio alla città





Ricollocata la corona in memoria dei fratelli Casiraghi

di Laura Lana

Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)
Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)
Sesto San Giovanni, 21 gennaio 2013 - Una piazza piena di sestesi, di diverse generazioni, con striscioni e bandiere. Così si presentava ieri mattina piazza Trento e Trieste, punto di partenza del corteo di associazioni, partiti e istituzioni che ha voluto dare una risposta corale a quelle mani ancora ignote che per la seconda volta hanno oltraggiato la lapide alla memoria di Giulio e Mario Casiraghimartiri della Resistenza. Un corteo che, davanti al monumento di via Marconi, si è chiuso con «Bella Ciao». «Tanti giovani ci hanno accompagnato stamattina (ieri, ndr) - ha commentato il sindaco Monica Chittò -. I due ragazzi, che hanno ricollocato la corona, sembravano il simbolo del passaggio del testimone per i valori della Resistenza».
Anche tanti studenti e il collettivo dell’Istituto Casiraghi tra gli organizzatori della manifestazione. Non una cerimonia retorica, come hanno sottolineato Anpi, Aned e sindaco. Piuttosto la voglia di presentare con orgoglio le radici e la storia di una città medaglia d’oro per la Resistenza, che condanna il danneggiamento alla lapide dei fratelli Casiraghi come «un atto stupido e anche rozzo». Una storia fatta di nomi, che si leggono in via Marconi, in via Cattaneo, in altre venti lapidi cittadine, nei racconti sul Palasùn di via Bergomi e i partigiani bredini che ci abitavano.
A far camminare studenti e meno giovani sulle tracce della guerra di Liberazione sestese ci ha pensatoGiuseppe Valotapresidente dell’Aned figlio di Guido, arrestato proprio in quelle vie,deportato e assassinato a Steyr, in Austria. «Grazie al Soccorso Rosso, fuori dalla porta mia mamma trovava sempre qualcosa da mangiare, anche un pezzetto di burro e un bigliettino. La Resistenza è stato anche questo: una rete umanitaria e di solidarietà tra persone». Un minitour lungo i muri e i palazzi che narrano il passato di Sesto e che è nato spontaneamente dagli aneddoti della sua vita, che «Peppino» Valota ha voluto regalare ai presenti. Come spontaneamente Massimo Rava ha realizzato e distribuito il simbolo di questa giornata: un cuore di cartoncino rosa.

giovedì 22 marzo 2012

Dittatura diretta



Nella canzone "O bella ciao" la prima strofa recita " Una mattina mi son svegliato/ o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!/ Una mattina mi son svegliato/ e ho trovato l'invasor". In questa canzone, bellissima e disperata, c'era la consapevolezza di aver perso la libertà e di volerla riconquistare a qualunque costo. Quella consapevolezza che manca ora e che ci sta trascinando verso una dittatura di fatto. Siamo stati governati da un Parlamento di nominati dal 2006, prima di essere oggi governati dal Nominato Unico, Rigor Montis, primo caso nella storia delle democrazie di un tizio divenuto senatore a vita e candidato premier in una notte. Di fronte alla scelta "Mercato o democrazia?" abbiamo optato per il Mercato. L'emergenza pretende scelte forti e condivise per il bene della nazione insieme a cittadini disinformati. E noi, che, seppur con qualche aiuto esterno, ci siamo liberati del fascismo, abbiamo abdicato alla nostra libertà per paura dello spread.
Barattare la democrazia per lo spread è qualcosa in cui si perde la ragione umana. Eppure ci siamo riusciti e ne siamo pure fieri. E' l'Italia dei nuovi cortigiani delle corti di Parigi e di Berlino, del Vaticano e del Quirinale. "Il cortigiano ha la testa di vetro, i capelli d'oro, le mani di pece greca, il corpo di gesso, il cuore per metà di ferro e per metà di fango, i piedi di paglia, il sangue una miscela di acqua e di argento vivo".
Siamo un popolo che tiene famiglia, ma anche Btp. "Come si fa a non diventare dittatori in un paese di servi?" disse Benito Mussolini. Rigor Montis è diventato dittatore suo malgrado, è un dittatore inconsapevole. Un tecnico venuto dallo spazio profondo della Goldman Sachs che opera scelte politiche epocali come la revisione dell'articolo 18 aprendo di fatto la possibilità di licenziare nel settore pubblico e per le grandi imprese. E tutto va bene madama la marchesa. Ci stiamo vendendo l'anima del nostro Stato (che altro è infatti la democrazia?) per non fallire. Così almeno ci raccontano mentre falliamo. Hanno creato la Grande Emergenza per attuare la Dittattura Diretta senza referendum, leggi popolari e rappresentanti scelti dai cittadini. Gli spazi di democrazia sono azzerati. Senza un nuovo Risorgimento ci aspetta un Nuovo Fascismo (o forse c'è già?). Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure.