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venerdì 18 gennaio 2013
Le Iene: "Poveri e illusi" - Le agenzie che rovinano le persone indebitate
Le Iene hanno indagato e fatto emergere il caso di un'agenzia che promette di risolvere i problemi di debiti con estrema facilità, millantando di ottenere sconti fantastici sui debiti, etc. mentre invece non risolvono niente e spillano a persone indebitate gli ultimi soldi, fino a migliaia di euro. Alla fine del servizio viene intervistata una signora che, truffata, si è ritrovata con rate da 300€ da pagare e persino fuori casa! Le persone con problemi economici si fanno illudere più facilmente di quanto si possa credere, con l'illusione di risolvere i problemi...
Un servizio che merita di essere guardato e divulgato.
Guarda il video
venerdì 14 dicembre 2012
mercoledì 12 dicembre 2012
martedì 11 dicembre 2012
lunedì 10 dicembre 2012
Berlusconi ha "staccato la spina" in modo evidentemente concordato...
Se B. avesse "staccato la spina" qualche mese fa la reazione dei temutissimi "mercati" non si sarebbe fatta attendere: lo spread fino a qualche mese fa si impennava anche se un giornale avanzava una minima critica... invece è aumentato pochissimo e nessuno gli ha dato risalto: segno che i "mercati" sono tranquilli... "mercati" che sono gestiti, controllati, manipolati dai poteri forti a cui è riconducibile Monti stesso, dai gruppi di stampo massonico Bilderberg, Trilaterale, Aspen alle banche Goldman sachs, JP Morgan, Morgan Stanley (di cui Monti jr è Vice presidente) etc, fino alle agenzie di rating: con le quali Monti collaborava anche nel periodo che queste secondo la procura hanno manipolato i mercati deliberatamente per danneggiarci, portando all'insediamento di Monti stesso...
Non è facile capire cosa "bolle in pentola" e quali siano i progetti dei potenti, al di la delle dichiarazioni ufficiali e delle "ipotesi" avanzate dai commentatori "intellettuali" dei mass media, che cercano di dirigere l'opinione pubblica dove fa comodo a loro: i loro ragionamenti e le valutazioni che espongono si ispirano sempre alle dichiarazioni e agli avvenimenti per "come ci vengono proposti", come se i politici "giocassero a carte scoperte", mentre invece le decisioni più importanti sono sicuramente concertati.
Analizzando I FATTI e leggendo "tra le righe" è possibile farsi un'idea e avanzare delle ipotesi verosimili.
QUALCUNO DAVVERO CREDE CHE BERLUSCONI SI SIA SVEGLIATO UNA MATTINA DECIDENDO DI "STACCARE LA SPINA" A MONTI?
QUALCUNO DAVVERO CREDE ALLA SAGA DEI "PASSI INDIETRO" ?
BERLUSCONI SICURAMENTE NON HA "STACCATO LA SPINA" AL GOVERNO IN MODO "INASPETTATO" E PROBABILMENTE QUESTA MOSSA ERA STATA CONCERTATA E STUDIATA A TAVOLINO.
LE REAZIONI LO DIMOSTRANO:
I "Montiani" ed il "centrosinistra" hanno dato degli "irresponsabili" ai Berluscones, tuttavia da parte di Mario Monti e SOPRATUTTO dei "MERCATI" c'è stata una certa tranquillità, questo perché "la spina" è stata staccata quando ormai Monti aveva conseguito tutti gli obiettivi che aveva.
In un anno Monti ha sconvolto l'Italia e prodotto più danni degli ultimi 5 governi precedenti: sia in termini di massacro fiscale che in termini di EROSIONE della democrazia, del welfare e dei DIRITTI UMANI: perché quando uno arriva a toccare i malati di SLA e produce a tavolino 390.000 esodati "per mettere a posto i conti INPS" si tratta di DIRITTI UMANI. I tagli ai megastipendi dei manager pubblici invece sono stati rigettati: sono "diritti acquisiti". Ma torniamo alla 'mossa' di Berlusconi:
I "famosi" e temutissimi mercati NON hanno battuto ciglio. L'aumento dello spread "provocato" è stato lieve ed è passato inosservato. Qualche mese fa bastava una dichiarazione, un articolo un po' critico da parte di una testata nazionale importante e lo spread si impennava...
Il titolo di Mediaset non ha avuto ripercussioni: RICORDIAMO come perse ben 10 punti in un solo giorno quando Berlusconi cercava di mettersi di traverso e dettare condizioni relativamente all'insediamento di Monti: prima propose Alfano premier; poi un 'terzo' nome che non fosse Mario Monti; poi voleva mettere bocca sui ministri, forte della maggioranza in Senato. Infine, di punto in bianco si è defilato per limitare i danni ed ha avallato silenziosamente tutte le mascalzonate montiane, tutelando esclusivamente i privilegi e gli interessi di pochi. Ha impedito qualsiasi forma di "patrimoniale", che se avesse riguardato SOLO i grandi capitalisti (patrimoni superiori almeno al milione) sarebbe stata sicuramente più opportuna degli aumenti della benzina, che si ripercuotono anche sul prezzo delle merci.
SE BERLUSCONI AVESSE PROVATO A STACCARE LA SPINA QUALCHE MESE FA LA REAZIONE POSSIAMO ESSERE CERTI CHE SAREBBE STATA MOOOLTO DIVERSA:INOLTRE A POCHI MESI DALLE ELEZIONI I PARTITI NON HANNO VOGLIA DI AVALLARE MISURE CHE FANNO PERDERE CONSENSI: sicuramente preferiscono una bella "campagna elettorale" che riuscirà ad agire sull'inconscio di molti cittadini e farà dimenticare loro le magagne...
Il centrodestra farà campagna elettorale contro le tasse, contro Monti, e (a parole) anche contro l'euro e l'Eurocrazia;
Il centrosinistra potrà chiamare a raccolta gli "antiberlusconisti", disposti a votare anche un serial killer per "scongiurare la vittoria" di Berlusconi...
IL "RITORNO" SOTTO AI RIFLETTORI DI BERLUSCONI FA COMODO A TUTTI....
Ne abbiamo parlato in questi articoli:
"Si ritorna all'antiberlusconismo, una "manna" dal cielo per tutti"
http://www.nocensura.com/2012/12/si-ritorna-al-berlusconismo-una-manna.html
"Proviamo ad interpretare l'attuale situazione politica"
http://www.nocensura.com/2012/12/come-interpretare-la-situazione.html
"Il presidente Napolitano riceve Mario Monti"
http://www.nocensura.com/2012/12/il-presidente-napolitano-riceve-mario.html
Staff Nocensura.com
PS: Se vi siete fatti una Vostra idea circa la situazione attuale scriveteci le Vs considerazioni e le pubblicheremo! (redazione@nocensura.com) specificate se intendete restare anonimi per favore
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| ITALIANI NON DIMENTICATE !!! Mario Monti ci ha messo la faccia, ma senza i partiti non avrebbe potuto fare NIENTE ! |
Analizzando I FATTI e leggendo "tra le righe" è possibile farsi un'idea e avanzare delle ipotesi verosimili.
QUALCUNO DAVVERO CREDE CHE BERLUSCONI SI SIA SVEGLIATO UNA MATTINA DECIDENDO DI "STACCARE LA SPINA" A MONTI?
QUALCUNO DAVVERO CREDE ALLA SAGA DEI "PASSI INDIETRO" ?
BERLUSCONI SICURAMENTE NON HA "STACCATO LA SPINA" AL GOVERNO IN MODO "INASPETTATO" E PROBABILMENTE QUESTA MOSSA ERA STATA CONCERTATA E STUDIATA A TAVOLINO.
LE REAZIONI LO DIMOSTRANO:
I "Montiani" ed il "centrosinistra" hanno dato degli "irresponsabili" ai Berluscones, tuttavia da parte di Mario Monti e SOPRATUTTO dei "MERCATI" c'è stata una certa tranquillità, questo perché "la spina" è stata staccata quando ormai Monti aveva conseguito tutti gli obiettivi che aveva.
In un anno Monti ha sconvolto l'Italia e prodotto più danni degli ultimi 5 governi precedenti: sia in termini di massacro fiscale che in termini di EROSIONE della democrazia, del welfare e dei DIRITTI UMANI: perché quando uno arriva a toccare i malati di SLA e produce a tavolino 390.000 esodati "per mettere a posto i conti INPS" si tratta di DIRITTI UMANI. I tagli ai megastipendi dei manager pubblici invece sono stati rigettati: sono "diritti acquisiti". Ma torniamo alla 'mossa' di Berlusconi:
I "famosi" e temutissimi mercati NON hanno battuto ciglio. L'aumento dello spread "provocato" è stato lieve ed è passato inosservato. Qualche mese fa bastava una dichiarazione, un articolo un po' critico da parte di una testata nazionale importante e lo spread si impennava...
Il titolo di Mediaset non ha avuto ripercussioni: RICORDIAMO come perse ben 10 punti in un solo giorno quando Berlusconi cercava di mettersi di traverso e dettare condizioni relativamente all'insediamento di Monti: prima propose Alfano premier; poi un 'terzo' nome che non fosse Mario Monti; poi voleva mettere bocca sui ministri, forte della maggioranza in Senato. Infine, di punto in bianco si è defilato per limitare i danni ed ha avallato silenziosamente tutte le mascalzonate montiane, tutelando esclusivamente i privilegi e gli interessi di pochi. Ha impedito qualsiasi forma di "patrimoniale", che se avesse riguardato SOLO i grandi capitalisti (patrimoni superiori almeno al milione) sarebbe stata sicuramente più opportuna degli aumenti della benzina, che si ripercuotono anche sul prezzo delle merci.
SE BERLUSCONI AVESSE PROVATO A STACCARE LA SPINA QUALCHE MESE FA LA REAZIONE POSSIAMO ESSERE CERTI CHE SAREBBE STATA MOOOLTO DIVERSA:INOLTRE A POCHI MESI DALLE ELEZIONI I PARTITI NON HANNO VOGLIA DI AVALLARE MISURE CHE FANNO PERDERE CONSENSI: sicuramente preferiscono una bella "campagna elettorale" che riuscirà ad agire sull'inconscio di molti cittadini e farà dimenticare loro le magagne...
Il centrodestra farà campagna elettorale contro le tasse, contro Monti, e (a parole) anche contro l'euro e l'Eurocrazia;
Il centrosinistra potrà chiamare a raccolta gli "antiberlusconisti", disposti a votare anche un serial killer per "scongiurare la vittoria" di Berlusconi...
IL "RITORNO" SOTTO AI RIFLETTORI DI BERLUSCONI FA COMODO A TUTTI....
Ne abbiamo parlato in questi articoli:
"Si ritorna all'antiberlusconismo, una "manna" dal cielo per tutti"
http://www.nocensura.com/2012/12/si-ritorna-al-berlusconismo-una-manna.html
"Proviamo ad interpretare l'attuale situazione politica"
http://www.nocensura.com/2012/12/come-interpretare-la-situazione.html
"Il presidente Napolitano riceve Mario Monti"
http://www.nocensura.com/2012/12/il-presidente-napolitano-riceve-mario.html
Staff Nocensura.com
PS: Se vi siete fatti una Vostra idea circa la situazione attuale scriveteci le Vs considerazioni e le pubblicheremo! (redazione@nocensura.com) specificate se intendete restare anonimi per favore
Il giro dell'oca del debito pubblico parte I di IV

di Giovanni Zibordi
I cosiddetti "Mercati", la nuova divinità iraconda e punitiva alla quale i governi si inchinano, sacrificando democrazie e popoli, hanno i loro simbolismi magici. Per esempio lo spread, che sorge inquietante sui cieli dei media come il pipistrello di Gotham City. E come ogni divinità che si rispetti, essi non amano la trasparenza né ammettono di venire studiati da altri che non siano i loro invasati sacerdoti. Tuttavia, basta andare oltre alle verità rivelate sulle sacre scritture contabili, oltre all'omelia quotidiana dei partiti a caccia di voti, spingendosi al di là della propaganda, per svelare la natura umana, troppo umana di una liturgia che poco ha di sacro e molto di profano.
Gli strali dei mercati, ad esempio, si sono recentemente attenuati grazie al riacquisto da parte del governo greco, con i soldi del finanziamento UE da 10 miliardi, di suoi propri bonds, drenati dalle banche greche. Le banche greche, a loro volta, sono state obbligate a venderli, contro la loro stessa volontà, anche se quotando intorno ai 25 centesimi avranno a loro volta una perdita di 4 miliardi di euro che le costringerà presto a chiedere un nuovo salvataggio UE, in una spirale di assurdità senza fine. Ma il governo greco, viceversa, riaqcquistando i propri bond avrà un guadagno secco di 75 centesimi l'uno, perchè evidentemente li terrà fino alla loro scadenza naturale, quando cioè torneranno al loro valore nominale 100 (e visto che li terrà senza venderli, non scenderanno di prezzo).
Ricapitoliamo perché potreste pensare di non avere capito bene. Atene, per finanziare il suo deficit, vende inizialmente 10 miliardi di bonds, i quali principalmente vengono comprati da banche francesi e tedesche, che poi nel 2011 decidono di liberarsene. Come fare? Interviene la UE che spinge le banche greche ad acquistarli (allo stesso identico modo in cui le banche spagnole o italiane si sono riempite di titoli di stato del loro Paese). E oggi il Governo greco ricompra i suoi stessi titoli di stato, che aveva precedentemente venduto per finanziarsi. E con che soldi, dunque? Con quelli accreditati dalla UE e dalla BCE. Fantastico! Un giro dell'oca nel quale si ritorna sempre al punto di partenza (per chi pensa che esageri ho parafrasato qui la sintesi che ne fa il financial times.
Esisterebbe un termine tecnico per questo genere di operazioni che, nel gergo psichiatrico, ricadono sotto il cappello della "demenza". La famosa demenza mercantile. In realtà non si tratta di vera e propria follia, perchè la ragione di tutti questi giri è confondere l'opinione pubblica con complicati passaggi contabiliin modo che non capisca da dove provengono, dove sono finiti e chi ce li ha messi, questi miliardi che vanno avanti e indietro dai debiti pubblici.
A voler essere pignoli, oltre a questi 10 miliardi di cui sopra, il governo greco sta ricomprando altri 20 miliardi e rotti, che sono nelle mani di alcuni hedge funds. Tuttavia, in questo caso li pagherà molto di più: sui 35 centesimi l'uno, facendo guadagnare ai loro attuali detentori qualche miliardo, visto che i bonds erano stati astutamente acquistati a inizio 2012, dopo la ristrutturazione del debito greco, alla media di circa 15 centesimi l'uno..
Tirate le somme, alla fine la UE avrà finanziato il governo greco per circa 30 miliardi, con i quali questi ricompra i suoi stessi titoli, in modo che il debito pubblico greco sembri minore per la stessa somma. Una magia, un complicato schema di simbolismi divinatori, esattamente pari a quelli che i sacerdoti Maya utilizzavano per placare l'ira degli dei (e mantenere la popolazione sottomessa). In questo caso,viene usata una "moneta magica", creata dal nulla e che nel nulla sparisce, in maniera incomprensibile ai più.
Questo schema, caratteristico degli ultimi tempi, si è visto nei rapporti tra Grecia, UE e BCE, così come nella logica sottostante ai vari fondi salva-stati, e non è sostanzialmente diverso da quello in atto in America, in Giappone e in Inghilterra e anche, in parte, nei vari programmi di Draghi. Di seguito una sintesi a fumetti che spiega come funziona il meccanismo in Inghilterra, dove in ossequio alla semplicità della mentalità inglese, il giro dell'oca sul tabellone è molto meno contorto.
byoblu.com
venerdì 19 ottobre 2012
LEGGE DI STABILITÀ Chi ha un mutuo, perde gli atri sconti fiscali L'ultima beffa di Monti: il prestito per la casa copre il tetto di tremila euro
di Sandro Iacometti
Altro che spread. Se le banche, malgrado la diminuzione degli indici di riferimento a cui sono collegati i mutui, continuano ad alzare i tassi, la vera mazzata sui prestiti è quella che arriverà dalla legge di stabilità. Il calcolo complessivo del gettito che lo Stato, stando alla relazione tecnica del provvedimento, prevede di incassare è di 2 miliardi nel 2013 e 1,1 sia nel 2014 sia nel 2015. Ma le cifre non rendono giustizia delle bordate che potrebbero arrivare sulle singole famiglie dalla nuova stretta disposta dal governo Monti. Misure che potrebbero comportare effetti fiscali cumulati negli anni ben maggiori di quelli indicati dai tecnici di Palazzo Chigi. Sui mutui, ad esempio, le simulazioni sfornano numeri impressionanti. Il calcolo di base è quello che scaturisce dal passaggio del precedente tetto alle detrazioni di 4mila euro a quello previsto nella legge di 3mila. Si tratta di 190 euro di Irpef detratta in meno, e quindi da pagare, l’anno che arrivano sulla schiena di tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo. Bisogna, però, tener conto che in questa maniera si esaurisce completamente il plafond di detrazioni a disposizione. Quindi, una volta scaricati gli interessi passivi del prestito, null’altro si potrà togliere dalle tasse. Il che, calcolando la media delle spese portate in detrazione dai contribuenti, fa circa 800 euro in più di Irpef all’anno. La cosa spaventosa è che l’uscita dal tunnel potrebbe non arrivare mai, essendo i prestiti per la casa decennali. Gli esperti del Sole 24 Ore hanno calcolato che su un mutuo trentennale di 170mila euro il costo fiscale aggiuntivo sarà di 4.500 euro di in più solo relativamente al prestito, a cui bisogna aggiungere il costo dello stop alle altre detrazione che durerà per ben 24 anni. Dal 25esimo anno gli interessi passivi si abbasseranno e potrete di nuovo tornare a detrarre qualcosina. Nel caso abbiate un mutuo più basso, ad esempio da 130mila euro per venti anni, potete tirare un sospiro di sollievo: la finestra delle detrazioni si riaprirà dopo soli 15 anni.
Assicurazione e istruzione Ma la stangata colpirà anche le altre voci del bilancio familiare. Il combinato disposto di tetto a 3mila euro e franchigia di 250 per chi ha un reddito sopra i 15mila euro l’anno comporterà riduzioni degli sconti sull’Irpef (quindi maggiori tasse) che vanno dal 25% per le spese sanitaria (11,3 milioni di contribuenti), al 40% per le assicurazioni sulla vita (5,3 milioni di contribuenti), fino al 31% per le spese sull’istruzione dei figli.
Ultimo appiglio L’unica speranza, a questo punto, è che qualcosa cambi durante l’esame parlamentare. Ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha ribadito che, a saldi invariati, il governo è «aperto alla discussione su tutto». Persino a confrontarsi sulla sterilizzazione dell’aumento dell’Iva: «Mai dire mai». Soddisfatto il leader del Pdl, Angelino Alfano: «È quello che avevamo chiesto. Non condividiamo l’aumento delle tasse e lavoreremo per la difesa del ceto medio». Punta i piedi, invece, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Questo giro Irpef e Iva non va. Serve una riflessione vera, non possiamo scherzare perché così si deprime la domanda interna». Rimanendo in ambito fiscale, ieri Mario Monti ha anche aperto a possibili, quanto indefiniti, ritocchi dell’Imu. «La quota statale», ha detto il premier, «non è ancora eliminabile, ma il governo ha allo studio alcune ipotesi di intervento». Concetto ribadito anche da Grilli, secondo cui l’Imu, così come è, «è un’imposta ibrida. Stiamo lavorando per renderla più trasparente». Proposta subito raccolta dall’Anci, che ritiene possibile realizzare proprio nella legge di stabilità «un passaggio equilibrato dell’Imu ai comuni».
twitter@sandroiacometti
lunedì 8 ottobre 2012
La 'serena arroganza' del potere bancario
di Alessandro PedoneVenerdì scorso sono stato ad una trasmissione in diretta su Rai 3 nella quale si parlava delle difficoltà di accesso al credito per l'acquisto della prima casa, in particolare per le giovani coppie.
In studio c'era un rappresentante dell'ABI il quale, con la solita prosopopea ed arroganza di chi si sente al di sopra di tutti e tutto, ha sostenuto inizialmente che le banche non concedono i mutui ai giovani per tutelarli perché avendo lavori spesso precari, se si trovassero nella situazione di non poter rimborsare le rate sarebbe peggio per loro!
Da circa un anno è operativa un "fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie coniugate o dei nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori". Sono disponibili 50 milioni di euro affinché le giovani coppie possano comprarsi la prima casa, ma ne sono stati utilizzati pochissimi (meno del 5%) per la semplice ragione che le banche non informano i giovani che vanno a chiedere mutui di questa opportunità. Durante la trasmissione è stato fatto vedere un filmato realizzato in incognito nel quale si dimostrava come gli impiegati allo sportello bancario neppure sapevano di questa cosa. Perché non vengono informati?
Il rappresentante dell'ABI lo ha detto chiaramente in trasmissione: le banche non ci guadagnano abbastanza!
Mi ha colpito la “serena arroganza” con il quale il rappresentante dell'ABI esprimeva questo concetto come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi è sembrato, da vicino, che fosse quasi sinceramente stupito di come si potesse dissentire dal suo ragionamento.
Lo scopo delle banche è fare soldi. Non sono una società pubbliche. Se non ci guadagnano abbastanza, perché farlo? Se si possono fare più soldi in altra maniera, perché non farlo? Sembra tutto così ovvio e scontato.
Sono talmente abituati a questo paradigma che si stupiscono se qualcuno dissente. L'obiettivo di massimizzare i profitti non può essere il solo obiettivo del sistema bancario anche per la ragione che quando il sistema bancario è in difficoltà, lo stato è – di fatto – obbligato ad intervenire con soldi pubblici. L'idea di guadagnare meno su alcune tipologie di clienti al fine di essere utili al complesso della società non li sfiora neppure minimamente.
Quindi, ci sono soldi pubblici a disposizione affinché i giovani possano avere accesso ai mutui, anche a condizioni agevolate, ma non si utilizzano perché non conviene abbastanza alle banche. Ma la domanda è: quanto è “abbastanza”? Quanto vogliono guadagnare queste banche sui mutui?
I mutui prima casa previsti da queste convenzioni hanno spread (cioè il ricarico della banca) sui tassi di riferimento che vanno dall'1,2% al 1,5%. Oggi gli spread che le banche praticano normalmente sono tra il 3% ed il 4%. A fronte di un minor ricavo le banche hanno comunque una parziale garanzia dello stato il quale pagherà rapidamente con il fondo nel caso in cui la giovane coppia non potesse più pagare (oltre a rifarsi sull'immobile, ovviamente!). Si tratta, quindi, di un minor ricavo a fronte di un minor rischio.
Il punto di fondo è che abbiamo bisogno con urgenza di ripensare completamente l'intero settore bancario-finanziario. La finanza, il denaro, è un mezzo. Come più volte abbiamo scritto in questo sito è possibile strutturare un sistema finanziario che sia al servizio dell'economia e non un ostacolo alla stessa. E' necessario però un cambiamento assolutamente radicale che parta dal concetto stesso di denaro. Fino a quando l'unico vero obiettivo sarà quello di continuare ad accumulare denaro, continueremo ad avere paradossi come i fondi pubblici stanziati per l'acquisto della prima casa alle giovani coppie che non sono utilizzati perché le banche “non ci guadagnano abbastanza”
Un estratto della puntata di Codice a Barre, su Rai 3 del 28 Settembre 2012 si può vedere qui:
L'intera trasmissione è visibile sul sito della Rai3 a questo link. Il tema dei mutui ai giovani inizia al decimo minuto circa.
fonte: aduc.it
mercoledì 15 agosto 2012
mercoledì 25 luglio 2012
Moody's declassa il fondo salva Stati. Spread sfonda quota 540 punti
Moody's ha declassato anche l'Efsf, il Fondo salva-Stati, rivedendo al ribasso, da "stabile" a "negativa", la prospettiva. La decisione dell'agenzia di rating americana è strettamente connessa con il taglio dell’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo. Intanto, in apertura dei mercati, lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi è arrivato a quota 545 punti base, con rendimento al 6,6%, per poi ripiegare a 527. Lo spread della Spagna viaggia sui 649 punti base e il rendimento dei titoli di stato a 10 anni spagnoli segna un nuovo record dalla creazione di Eurolandia: 7,659%
Moody's ha declassato anche l'Efsf, il Fondo salva-Stati, rivedendo al ribasso, da "stabile" a "negativa", la prospettiva. La decisione dell'agenzia di rating americana è strettamente connessa con il taglio dell’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo. Intanto, in apertura dei mercati, lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi è arrivato a quota 545 punti base, con rendimento al 6,6%, per poi ripiegare a 527. Lo spread della Spagna viaggia sui 649 punti base e il rendimento dei titoli di stato a 10 anni spagnoli segna un nuovo record dalla creazione di Eurolandia: 7,659%
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lunedì 23 luglio 2012
"Bello per uno spagnolo vincere in Germania con una macchina italiana"
Ferrari über alles: battuti i tedeschi Italia e Spagna prendano esempio
Ferrari über alles: battuti i tedeschi Italia e Spagna prendano esempio
Ferrari, Alonso, Hockenheim. Primi. È la vittoria sullo spread, sulle tensioni, sulle piccole e purtroppo grandi umiliazioni quotidiane sempre in pole di questi tempi. È una vittoria che va oltre lo sport, ci entra in casa e lascia ovunque un profumo di rivincita e di puntini ben posti sulle i. Puntini per dire che la crisi passerà, che si può combattere, che l'Italia c'è, l'Italia sa far bene, l'Italia può far meglio, soprattutto l'Italia non è sola.
Perché il successo di Alonso completa il recente Italia-Germania 2-1 degli Europei, perché il Cavallino sbanca proprio il Paese über alles, va in casa dei signori dello spread e dei veti e delle lezioni all'Europa che arranca, ma lo fa battendo, e suvvia, anche un po' umiliando il pupillo loro, Vettel. Di più. L'Italia dei motori trionfa alleandosi idealmente all'altra debole d'Europa, la Spagna degli scioperi e della gente in piazza, mandando in pista una vettura, la F2012, progettata da un greco, Nick Tombazis. Che meraviglia. Italia-Spagna-Grecia. E Alonso lo sa, Alonso lo sente e lo accenna di sabato dopo la pole e lo ripete fiero e vittorioso dal palco del podio davanti al mondo e a decine di migliaia di tedeschi in veloce ritirata quando dice «è tutto fantastico però in un momento così difficile è curioso che ci sia un vincitore spagnolo su un'auto italiana qui in Germania
».Ferrari, Alonso, Hockenheim. Primi. E poco importa chi sia arrivato dietro, se Vettel secondo poi retrocesso quinto per il sorpasso osé su Button, o se l'inglese promosso al suo posto. A contare, ieri come oggi, è soprattutto la metafora che sta dietro quest'impresa ferrarista, perché osservando lo spagnolo scattare dalla pole e vedendolo amministrare i Vettel e gli Schumi e i Button senza mai dar l'idea di essere in vera difficoltà, è un attimo andare col pensiero a febbraio, a marzo, a quella Rossa F2012 malconcia nei test e subito storta e da raddrizzare di gara in gara. Quella Rossa che nessuno, o davvero in pochi, davano ancora in corsa per il campionato nonostante Fernando e il team principal Stefano Domenicali continuassero a dirlo inascoltati «dobbiamo recuperare, sappiamo dove lavorare e il campionato è davvero lungo». Poi i sette vincitori diversi, poi il lunatico rendimento delle gomme di circuito in circuito, poi la conseguente classifica corta e il campionato comunque sempre aperto nonostante il bisogno di migliorare un'auto buona però nata male. Il recupero della Ferrari, dunque, come metafora di quest'Italia buona ma che se la passa male e che però è in grado, come il Cavallino, di centrare vittorie che valgono doppio. E «mi fa enormemente piacere vincere in Germania laddove c'è una passione straordinaria per la Formula 1 e dove c'è il fior fiore dell'industria automobilistica europea
è una grande soddisfazione per la nostra tecnologia» commenterà infatti il presidente della Rossa, Luca di Montezemolo.Ferrari, Alonso, Hockenheim. Adesso si sogna per davvero. In tre gare due vittorie e un secondo posto, con Fernando tornato ad allungare in classifica, 154 punti, 34 in più del secondo Webber, e fra una settimana c'è l'Ungheria solitamente terra di conquista delle Red Bull, ma che potrebbe esserlo meno visto che le bibite motorizzate ci arrivano dopo la vicenda surreale delle mappature furbette del motore graziate in extremis ieri mattina, vicenda ovviamente non finita. Per cui sarà dura per Italia e Spagna unite, più dura che in Germania ieri, ma perché non sognare visto che anche l'uomo anti spread la pensa così: «Per l'Ungheria non vedo nulla per cui essere pessimisti
». Ferrari, Alonso, Hockenheim. C'è qualcosa di magico persino nell'ascoltare le comunicazioni radio tra Fernando e il muretto, con il suo ingegnere di macchina Andrea Stella. In un mondo dove tutti, anche i cagnolini, parlano inglese, eccoli a usare l'italiano «così, giusto per complicare la vita ai rivali quando intercettano le nostre comunicazioni», diranno. Così, giusto per ribadire quell'asse Italia-Spagna che almeno nello sport ha la forza di ribaltare i valori. E far sognare.
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sabato 21 luglio 2012
Spagna e Italia nel mirino, spread a 500
Tempesta sui mercati, Spagna e Italia nell'occhio del ciclone. L'Eurogruppo vara 100 miliardi di aiuti alla Spagna, ma per i mercati non basta: lo spread BTp-Bund balza a 500 punti, il differenziale di Madrid con la Germania sale oltre quota 600. Volano i rendimenti: BTp al 6,21%, Bonos al 7,26%. Piazza Affari perde il 4,38%, Madrid il 5,82%. La regione di Valencia intanto dichiara bancarotta e chiede l'aiuto del Governo centrale.
http://www.ilsole24ore.com
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martedì 10 luglio 2012
Mutui: in banca poco credito e pratiche scorrette sulle polizze

Credito con il contagocce e solo supergarantito: le banche tengono alti i tassi non riducendo il loro guadagno e fanno la cresta sulle polizze. La nostra inchiesta con telecamera nascosta in quasi 200 agenzie bancarie svela le pratiche scorrette per la vendita di polizze abbinate ai mutui di cui sono beneficiarie.Di mutui se ne fanno pochi e quelli che si fanno si pagano cari perché le banche non rinunciano ai loro consistenti guadagni applicando al tasso di mercato (Euribor e Irs) uno spread altissimo. Oggi lo spread, cioè la fetta di guadagno della banca, arriva addirittura al 4,5%, portando i tassi dei mutui a valori molto alti che rendono insostenibili le rate. Insieme al mutuo, le banche ti rifilano anche le loro polizze vita di cui sono beneficiarie, e sui cui ci guadagnano. Anche se la legge lo vieta.
Come ti rifilo la polizza
L’Isvap, l’istituto di vigilanza delle assicurazioni, ha vietato alle banche di essere allo stesso tempo erogatrici dei mutui e beneficiarie delle polizze legate al mutuo stesso (scoppio e incendio e caso morte). Il nuovo regolamento, entrato in vigore il 2 aprile scorso, dovrebbe mettere fine a una pratica scorretta di cui fa le spese il cliente che, per ottenere il mutuo, è di fatto costretto a sottoscrivere la polizza sponsorizzata dalla banca, sborsando fino all’80% in più rispetto agli altri prodotti disponibili sul mercato. Siamo andati in 185 agenzie bancarie di 12 città a chiedere un mutuo di 100mila euro, durata 20 anni: nel 68% dei casi ci hanno offerto una polizza incendio e scoppio e nel 22% una polizza vita di cui la banca è beneficiaria. In chiaro conflitto di interessi e in barba alla legge. Questo significa per chi chiede il mutuo un aumento enorme del premio: in media circa 6.800 euro, con punte di 21.600 euro. Di certo costi non giustificabili.
L’Isvap fa partire le ispezioni grazie alla nostra inchiestaAbbiamo mandato i risultati della nostra inchiesta all’Isvap, l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni, che ci ha assicurato che ci saranno le ispezioni per verificare che le banche e gli istituti finanziari si siano allineati alle nuove disposizioni di legge sulle polizze abbinate ai mutui. Ci hanno inoltre ribadito che nei casi di violazione accertata, il Codice delle assicurazioni prevede l’applicazione da parte dell’Isvap di sanzioni pecuniarie.
Nessun credito al FondoPer far aprire le casseforti delle banche anche ai giovani che hanno redditi precari e nessun santo in paradiso che possa fare da fideiussore per un mutuo impegnandosi a coprirlo in caso di insolvenza, dal settembre scorso è sceso in campo il governo con un Fondo di garanzia da 50 milioni di euro (www.diamoglifuturo.it/fondo-casa), destinato a coppie sposate under 35 e a single o coppie conviventi purché con figli minori. Questi soldi sono stati stanziati come garanzia per i mutui erogati da banche che hanno stipulato apposite convenzioni in cui si impegnano a offrire il finanziamento con uno spread massimo dell’1,20% fino a 20 anni di durata, dell’1,50% oltre i 20 anni. In pratica, gli istituti di credito che aderiscono devono limitare almeno alla metà gli spread solitamente applicati, riducendo il loro guadagno a favore di tassi più accessibili. Pochi lo fanno. Lo dimostra la nostra inchiesta nelle agenzie di otto città italiane dove abbiamo chiesto un mutuo nei panni di una coppia "semiprecaria" (lei con il posto fisso, lui no): quasi 9 agenzie su 10 hanno ignorato il Fondo dicendo di non conoscerlo. Solo nove sparute agenzie su 71 ci hanno fatto l’offerta di mutuo applicando lo spread previsto dal Fondo.
IPOTESI RISTRUTTURAZIONE Come far pagare il debito italiano alle banche che ci hanno rovinato
I tagli e le tasse non bastano, serve più coraggio. Per esempio, pagare un po' meno e un po' più tardi i grandi possessori di titoli di stato, istituti e fondi, salvando i piccoli risparmiatori
Oltre alle tasse e ai tagli c'è di più. Il debito pubblico italiano da 1.900 miliardi (circa il 120% del Pil) con 70 miliardi di interessi pagati all'anno è una spada di Damocle da cui non ci può proteggere né Mario Monti con la spending review né Susanna Camusso (e il Partito Democratico) con la solita patrimoniale. La strada, forse l'unica, è quella indicata da uno studio dellaDuke University ripreso dal Financial Times: ristrutturare quel debito facendolo pagare anche a chi ha contribuito a crearlo, le banche.
La terza via - Secondo la prestigiosa università americana, si potrebbe pagare un po' meno e un po' più in là nel tempo i possessori di titoli di Stato, che sono soprattutto grandi Istituti di credito e i Fondi internazionali, salvaguardando invece i piccoli risparmiatori. Certo, la ristrutturazione del debito pubblico in Paesi pressati da crisi e speculazione è operazione ad alto rischio, un po' come - scrive Mauro Del Corno sul Fatto Quotidiano - piazzare una bomba su un aereo in fase di decollo, ma forse la più redditizia.
Spalle coperte - La prima mossa sarebbe allungare le scadenze dei titoli di stato: quelli italiani, peraltro, hanno già una scadenza più lunga della media (7 anni, 5,7 i titoli tedeschi, 5 quelli americani). A convincere i creditori ad aderire all'offerta "dilazionata" sarebbe un particolare finanziario importante: l'Italia è uno dei pochi paesi europei ad essere in avanzo primario, con le entrate fiscali cioè che coprono tutte le spese pubbliche interessi sul debito esclusi. Questo significa, sottolinea il Fatto, che le nuove emissioni di titoli "lunghi" servirebbero per la gestione del debito e non per pagare pensioni. A blindare lo stato c'è anche la caratteristica del debito, che nel 96% dei casi vede titoli regolati da leggi italiane.
Fardello pesante - Difficile che Monti percorra questa strada, più per timore di una fuga di investimenti internazionali sui titoli che di uno sgarbo ai (tanti) amici che il governo ha tra i big delle banche (basti pensare al ministro dello Sviluppo Corrado Passera, nella foto, ex Intesa Sanpaolo). Nell'attesa, bisogna però capire quanto ancora l'Italia potrà sopportare una corsa al rialzo di spread e interessi sul debito pubblico (il differenziale è stabilmente sopra il 6% e anche dopo l'accordo sullo scudo europeo non accenna a diminuire) che nel 2012 porteranno a pagare il 5,3% del Pil: 80 miliardi. Vale a dire tre manovre lacrime e sangue.
fonte
mercoledì 16 maggio 2012
ECCO PERCHE' LO SPREAD E' UNA FREGATURA spiegato in modo semplicissimo
A cura di Antonio Bacherini per nocensura.com
Lo spread, come ben sappiamo, è il celebre "differenziale" tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e i titoli tedeschi.
Se il rendimento (cioè il tasso di interesse corrisposto agli investitori che sono in possesso del titolo) dei "bund tedeschi" è del 2,00% e il rendimento dei titoli italiani è del 6,00% lo "spread" è di 400.
Perché questa differenza? Perché i titoli tedeschi hanno un rendimento del 2% mentre quelli italiani del 6%?
Il rendimento viene stabilito in base al rischio.Maggiore è il rischio di perdere il proprio investimento, maggiore è il tasso di interesse corrisposto.
Facciamo un esempio di facile comprensione. Intendiamo prestare 10.000€ a una persona, che in cambio si impegna a riconoscerci un determinato tasso di interesse. Mettiamo un annuncio su un giornale, e ci rispondono diverse persone interessate:
- Un medico, con uno stipendio sicuro di 5.000€ al mese
- Un artigiano che in media guadagna 3.000€ al mese
- Un dipendente statale, con una busta paga di 1.200€ al mese
- Un lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, con un salario di 1.000€ al mese.
Se tutti ci offrissero il medesimo tasso di interesse - per esempio, del 3% - sicuramente ci sentiremmo maggiormente tutelati prestando la somma al medico. Per questo motivo sono state istituite le "agenzie di rating" che stabiliscono il "fattore di rischio" di un investimento, e in base a quello viene stabilito il tasso di interesse.
Pertanto, chi presterà i soldi al medico, che è in grado di offrire garanzie più ampie, riceverà il 2% di interesse, mentre coloro che presteranno i propri soldi al dipendente statale riceverà il 4% e a chi sceglierà di prestare i soldi al lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, sarà corrisposto il 7% di interesse.
Il sistema - che funziona nello stesso modo sia nei confronti delle aziende che degli Stati sovrani- sarebbe giusto se non fosse che le agenzie di rating, che sono vere e proprie aziende private, non fanno il loro lavoro come dovrebbero, con imparzialità, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche quando non c'erano i presupposti per farlo: è il caso della Lehman brothers, che poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società hanno ricevuto un rating penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere "accesso al credito" erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi.
Ma torniamo alle nazioni. E' davvero necessario che l'Italia corrisponda interessi così alti?
La risposta, ce la danno direttamente i mercati:
ALLA RECENTE ASTA DI TITOLI ITALIANI, LA RICHIESTA E' STATA MOLTO PIU' ALTA RISPETTO ALL'OFFERTA!
video del 27 Febbraio
Ovvero lo stato intendeva collocare poco più di 12 miliardi di titoli, mentre la richiesta degli stessi da parte degli investitori superava i 16 miliardi! In condizioni come queste, con il mercato che ritiene appetibili i titoli italiani, è chiaro che il tasso di interesse dovrebbe essere destinato a scendere, e non ad aumentare! Ma lo spread invece ha superato nuovamente "quota quattrocento" attestandosi oggi a 439 e sembra destinato ad aumentare ulteriormente (ieri lo spread era a 424, +15 da ieri a oggi)
Come mai lo spread è risalito nuovamente sopra i 400 punti? SOLO PER PERMETTERE AGLI
INVESTITORI DI REALIZZARE OTTIMI GUADAGNI, con un rischio reale risibile: questo perché al di la dei giochetti delle agenzie di rating, della BCE e soci, i titoli italiani sono un ottimo affare: il rendimento è elevato mentre i rischi reali sono bassissimi, visto che è evidente come questo governo sia disposto a spremere come limoni i cittadini pur di soddisfare le speculazioni dell'alta finanza.
MENTRE I TITOLI ITALIANI SONO RICHIESTISSIMI, QUELLI TEDESCHI INVECE - che sono certamente più sicuri di quelli italiani, ma hanno un rendimento molto basso - NON SONO RICHIESTI DAL MERCATO, tanto che la recente asta è ANDATA DESERTA ed è dovuta intervenire Bundesbank:
Al contrario dei titoli italiani, che sono richiestissimi, i titoli tedeschi non li vuole nessuno: COSA CHE SECONDO LE REGOLE NATURALI DEL MERCATO, DOVREBBE SIGNIFICARE L'AUMENTO DEL TASSO DI INTERESSE (se non riesci a collocare sul mercato i titoli corrispondendo un tasso di interesse del 2% dovrebbe essere "naturale" offrire un tasso maggiore, al contrario dell'Italia che, avendo moltissime richieste, avrebbe potuto offrire un tasso inferiore)
Nonostante tutti i cittadini ormai sappiano - a grandi linee - cos'è lo spread, pochi percepiscono la fondamentale importanza che questo indice riveste nell'economia di una nazione: il fatto che lo stato per avere liquidità sia costretto a pagare un tasso di interesse elevatissimo, costringe il governo ad aumentare la pressione fiscale, penalizzando pesantemente l'economia nazionale.
SIAMO VITTIME DI UNA SPECULAZIONE: E ANZICHE' DIFENDERCI, ANZICHE' FARE I NOSTRI INTERESSI, I GOVERNANTI SEMBRANO ESSERE PIU' PROPENSI A FARE GLI INTERESSI DELL'ALTA FINANZA E DEGLI SPECULATORI.
Il mercato finanziario è in mano a poche lobby, a poche persone che hanno ormai il mondo in mano: sono loro che controllano e dirigono a loro uso e consumo i mercati finanziari, hanno il potere di condurre una nazione al fallimento in poche settimane. E' la guerra moderna, combattuta a colpi di spread... lo stesso Berlusconi a Novembre scorso, quando sembrava volesse "mettere paletti" e "dettare condizioni" capì bene con chi aveva "a che fare" quando Mediaset perse in un solo giorno il 10% sul mercato finanziario... e subito dopo non a caso, dichiarò la sua "resa"...
Il mondo ormai è in mano ai ROTHSCHILD, i signori delle banche centrali...
Antonio Bacherini per nocensura.com
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