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mercoledì 22 gennaio 2014

GRUPPI … GROPPUSCOLI … FRAMMENTI D’ATOMO…

Oggi abbiamo una miriade di partiti, partitini, aggregazioni “familiari” e ognuno di questi vorrebbe spaccare il mondo o almeno prevalere su tutti. Premetto che questo non riguarda qualche collocazione politica, ma TUTTE, sia quelle della cosiddetta Area, che il centro e la sinistra. Ma il centro e la sinistra sono in fondo più coesi (nella loro “confusione”) di quanto lo sia “la destra” sociale (ossimoro voluto). Proprio di questa mi interessa disquisire, sia perché, obbiettivamente mi ci trovo, sia perché ne conosco di più…
Tutti quanti nell’ambiente “fascistoide” (uso questo termine, non per disprezzare, ma solo in quanto non me ne vengono in mente altri e poi capirete il perché…) danno la colpa di questa situazone all’innominabile (Gianfranco Fini), dopo Fiuggi e la conseguente “sparata” sul male assoluto che (secondo lui) era stato il FASCISMO. Anche se non sarebbe necessario mi preme ricordare che ad affermare ciò non era un partigiano o un comunista, ma il segretario nazionale del M.S.I., designato da chi in guerra aveva militato nella R.S.I. ed anzi aveva ricoperto il ruolo di Segretario del Ministro Mezzasoma. Parlo naturalmente di Giorgio Almirante.
Gianfranco Fini aveva reputato che senza tante poltrone non si poteva governare e, come secoli prima aveva enunciato l’ugonotto Enrico di Borbone, abiurando la sua fede: “Parigi vale bene una messa”, anche lui ritenne che avrebbe migliorato di gran lunga la sua situazione rinnegando a nome di tutto A.N. quello che fino allora aveva elogiato (non erano passati secoli da quanto lo stesso aveva definito Benito Mussolini il migliore statista del ‘900)… A dire la verità, prima di lui anche lo stesso Almirante aveva “deviato” dall’idea originaria, “liberalizzando” in qualche maniera l’idea sociale del FASCISMO. So già che sono destinato a qualche strale dai più radicali nel nostro ambiente, ma la simpatia verso l’atlantismo, Israele e gli invasori americani non significano proprio nulla?... Avete ragione: lasciamo perdere…
Dopo Fiuggi un po’ di gente aveva abbandonato l’ex MSI, ma non tantissimi, dopo tutto…
La vera emorragia si creò quando il nostro esimio cominciò a parlare di cittadinanza agli stranieri e soprattutto con la faccenda su citata del male assoluto…
Da allora solo altri errori, culminati nella fusione con F.I. nel PDL e la successiva cacciata dal popolo delle libertà stesso (che eccelso stratega, non trovate?!?...).
E chi non ha voluto condividere le sue posizioni o lo ha in seguito abbandonato per non subire le sue follie?
Esisteva la Fiamma Tricolore, esisteva Forza Nuova, esisteva La Destra di Storace (uno dei colonnelli di Fini e cofondatore di AN a Fiuggi)… Poi Casa Pound, poi il Fronte Nazionale e successivamente, ad oggi Fratelli d’Italia e la neo AN (trascuro volutamente di enunciare altri miriadi di movimenti). Tutti ricchi di distinguo e di paletti atti a staccarsi sempre di più e con vari argomenti dal Passato.
Ed ogni anno si è sempre cercato di riunire la cosiddetta Area, trascurando il fatto però che ciascuna formazione politica solo a parole vuole l’unione, ma di fatto pretende la supremazia sulle altre forze e non rinuncia a nessuno dei propri privilegi (o presunti tali), accontentandosi di coltivare il proprio orticello.
Qualcuno suggerisce che l’unico collante che teneva aggregato tutto questo mondo fosse l’anticomunismo, fino a che coll’abbattimento del Muro di Berlino l’URSS non finì in nulla e con lei tutti i suoi ideali, ma è una soluzione che non mi convince: se lo scopo di una vita vissuta era essere contro qualcosa E BASTA, allora questa vita vissuta non valeva proprio la pena di viverla, secondo me. Ed il FASCISMO aveva proprie Idee ed un suo modo di essere…
Ora ci sono altri obiettivi: scrollarci di dosso governanti incapaci, un’Europa buona solo a vessare i popoli, una moneta aliena che ci sta soffocando, proprio come le sue banche… Ma se anche gli stessi capipopolo tra i rivoltosi si frazionano in piccoli rivoli e poi si perdono il liti sterili, allora viene in mente solo che non sappiano cosa fare, oppure, peggio ancora, che possano essere al soldo di chi vuole proprio che non cambi nulla…

mercoledì 7 agosto 2013

ETERNA SOLITUDINE Fini, la suo foto arriva a Montecitorio. Mala "sistemano" vicino alla porta... Il ritratto di Gianfranco entranella galleria dei presidenti della Camera. Ma sta vicino allaporta: "Non c'era più spazio..."

Ve lo ricordate,Gianfranco Fini? Dal Parlamento è stato fatto fuori con le scorse elezioni. Ma la "prassi istituzionale" lo ha riportato dentro. Con una foto. Terminato il suo compito da presidente della Camera, gli spetta un posto d'onore nella galleria di Montecitorio dove campeggiano tutti i ritratti e le foto di chi è stato seduto nello scranno più alto della Camera. Cinque mesi dopo dalla sua ultima seduta ecco che Gianfry ritorna alla Camera. Ma a quanto pare non è stato fortunato. Come racconta Linkiesta.it, il ritratto di Fini è stato sistemato sulla parete del lungo corridoio. Peccato che la posizione sia davvero "scomoda". Fini è stato sistemato in fondo alla sala, vicino alla porta. Vicino non ha nessuno. La solitudine continua a perseguitarlo. Di fronte ha le foto di Luciano Violante, Fausto Bertinotti, Irene Pivetti e Pier Ferdinando Casini. Nel corridoio tutti stanno vicini l'uno all'altro, ma lui, Gianfranco Fini, resta da solo. "Che dovevamo fare? - allarga le braccia il commesso di servizio nella sala - Non c’era più spazio". Triste epilogo di un'avventura politica mai decollata. (I.S.)

giovedì 4 aprile 2013

MA CHI LO DICE CHE LO STATO NON PAGA?

Sanguisughe, di Mario Giordano












Lo Stato paga in ritardo? Macché: ci sono circostanze in cui lo Stato è puntualissimo a pagare. Risulta per esempio che gli “assegni di reinserimento” o “assegni di solidarietà” per i 600 ex parlamentari che non sono stati rieletti saranno pagati puntualmente entro la fine del mese. Ricordiamo alcune delle somme “dovute” (dovute, si fa per dire): 217mila euro a D’Alema, 250mila euro a Fini,  215mila euro per Livia Turco e Domenico Nania, 175mila euro per Roberto Maroni, 174mila euro per Franco Marini,  158mila per Gianfranco Micciché, 157mila euro per Beppe Pisanu, 148mila per Italo Bocchino, 100mila euro per Francesco Rutelli, Pierluigi Castagnetti e Maurizio Paniz. Tutti potranno andare all’incasso entro fine mese, regolarmente. Si capisce: le imprese possono aspettare, le liquidazioni d’oro no.

martedì 12 marzo 2013

Chi ha fatto irruzione nell'asilo politico?


Un invasato di nome Beppe ha fatto irruzione in una scuola d'infanzia nel cuore di Roma e ha fatto una strage. Ha ucciso due bambini di nome Pier Ferdinando e Gianfranco seduti al primo banco
Un invasato di nome Beppe ha fatto irruzione in una scuola d'infanzia nel cuore di Roma e ha fatto una strage. Ha ucciso due bambini di nome Pier Ferdinando e Gianfranco seduti al primo banco, poi ha freddato due bidelli, Tonino e Pietrino, e due maestri, Oscar e Guido (si è scoperto dalle indagini che erano privi di titolo di studio). L'invasato ha poi ferito al loden l'insegnante di sostegno, il Professor Mario, che si è chiuso in bagno lasciando la scolaresca in balia dell'esaltato. Un maestro di nome Pierluigi, pallido e smacchiato in volto, ha cercato di calmarlo e blandirlo, offrendogli un panino alla mortadella ma l'invasato gli ha gridato: «Sei morto!» e il professore si è nascosto sotto la cattedra per poi sgattaiolare fuori come un giaguaro.
Si è salvato un bimbo di nome Matteo, rimasto a casa per gli orecchioni. Anche un bambino di nome Silvio si è salvato perché poco prima gli era entrata una trave nell'occhio ed è corso a farsi medicare, inseguito da una bidella dai capelli rossi di nome Ilda. Il dirigente scolastico Giorgio gli ha parlato al megafono e ha tentato vanamente di indurre l'esaltato a costituirsi. Dopo la strage, l'invasato si è barricato per sfuggire alla stampa che lo tempestava di flash e domande, appostandosi ovunque. È indecente, ha urlato, la vostra campagna allarmistica sull'accaduto, volete criminalizzarmi. Poi ha gridato: «Via l'Italia dalla neuro», ha tracciato sul muro, al contrario delle Br, una punta a 5 stelle, e si è dato fuoco alla chioma. Un incendio boschivo.

giovedì 28 febbraio 2013

FINI, 450MILA A FORMIGONI. RIMBORSI: 45,8 MILIONI AL PD, 38 AL PDL. SCUSATE, MA NON DOVEVA CAMBIARE TUTTO?

Sanguisughe, di Mario Giordano

Scusate, mi ero distratto un attimo. Stavo aspettando che cambiasse il mondo. Mi risveglio nella nuova era e scopro che Fini, per il servizio reso al paese, prende una buonuscita da 250mila euro, Formigoni da 450mila, Franco Marini da 174mila, Italo Bocchino da 141mila euro, Maurizio Paniz 100mila euro, Gianfranco Micciché da 158mila euro, D’Antoni 111mila euro, più un vitalizio di 3.300 euro netti che andrà a sommare alla pensione Inpdap da ex docente universitario (?!) di 5.233 euro netti. Teodoro Buontempo incasserà doppio vitalizio (ex parlamentare ed ex consigliere regionale come anche l’ex capogruppo Pd in Regione Lazio Esterino Montino.  E sui partiti arriva una pioggia di rimborsi: 159 milioni di euro, di cui 45,8 milioni al Pd, 42,7 al Movimento 5 Stelle, 38 milioni al Pdl, 15 milioni alla Lista Monti (Senato più Scelta Civica alla Camera), 7,3 milioni alla Leg, 5 milioni al Sel, 1,6 a Fratelli d’Italia e 1,5 all’Udc. Scusare, mi ero distratto un attimo. Ma non doveva cambiare il mondo?

venerdì 18 gennaio 2013

La pagina occulta dell'agenda dei Prof



Se Monti fosse davvero uno statista, un uomo delle istituzioni e un salvatore dell'Italia in rovina, non sarebbe salito in politica

Se Monti fosse davvero uno statista, un uomo delle istituzioni e un salvatore dell'Italia in rovina, non sarebbe salito in politica, come ha detto con demagogica ipocrisia. Avrebbe servito il Paese fino alle elezioni, gestendo il voto con tecnica imparzialità, poi avrebbe atteso che la politica si riprendesse la sovranità, confidando che lo avrebbero richiamato in servizio perché necessario.
Se Monti fosse davvero convinto di essere indispensabile e proficuo all'Italia non avrebbe avuto alcun bisogno di farsi la lista, di ridursi al ruolo di terza o quarta forza politica, di associarsi a vecchi marpioni della politica nostrana, di litigare col Pdl che lo aveva sostenuto e di passare da tecnico a pirotecnico. Ma lui, candidato impopolare del partito popolare, ha fatto un calcolo degno dei partitini aghi della bilancia: considerando che la sinistra non avrà i numeri per governare da sola e considerando che Bersani potrà governare solo se bilancerà Vendola con un centruzzo euro-tecno-moderato, in modo da esaltare il suo ruolo centrale, ci sarà bisogno di me.
Così potrò dire: vi sostengo e vi copro davanti all'Europa dei tecnici, dei mercati e dei moderati, in cambio del Quirinale, di un ruolo importante per Casini e un posto per Fini. Così garantiamo un nuovo centrosinistra europeo e chiudiamo Berlusconi in cella con Grillo e Maroni. Questa è la pagina occulta ma decisiva dell'Agenda Monti e dei suoi mandanti. Ah, dimenticavo, poi ci sono quelli lì, fastidiosi, lamentosi, ingombranti; come li chiamate? Italiani.
http://www.ilgiornale.it/news/interni/875849.html

domenica 26 agosto 2012

La gioventù bruciata in Parlamento


I matusalemme del Parlamento in tutto il loro splendore, fotografati nel momento in cui sono sbarcati nelle camere. Ecco Bonino, Pisanu, Turco, D’Alema, Fini, Rutelli, Finocchiaro e Casini. Gente in parlamento da oltre 20 (alcuni con punte di 30 anni). Dei dinosauri che ancora pensano di essere il nuovo

giovedì 21 giugno 2012

GAFFE PARLAMENTARI Adinolfi smutandato davanti a Fini: si presenta e gli cadono i pantaloni Alla Camera solo da pochi giorni ha già combinato parecchi incidenti


Neodeputato Pd smutandato davanti a Fini
Sono passati solo pochi giorni dal suo insediamento a Montecitorio come deputato Pd e Mario Adinolfi si è già fatto notare dai 629 colleghi deputati. Il primo blogger italiano arrivato in Parlamento (a rinserrare le fila del Pd dopo la rinuncia al ruolo da parte di Pietro Tidei, eletto sindaco di Civitavecchia).
Ingresso in punta di piedi - Mercoledì 20 giugno, mentre era in Transatlantico, Adinolfi è andato a presentarsi al presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma un incidente ha rovinato il gesto di cortesia, come riporta su Twitter il cronista parlamentare di Libero Salvatore Dama: "'Presidente, la volevo salutare', e il neodeputato Adinolfi si perde i pantaloni davanti a Fini e resta in mutande in Transatlantico". E' un attimo. Adinolfi, imbarazzato, si tira su i pantaloni. Fini, stupito, ha commentato con una battuta per sdrammatizzare, mentre Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, ha dato una pacca sulle spalle del collega del Pd. E lo stesso Adinolfi ha poi spiegato che "mi si è rotta la cinta e mi sono caduti i pantaloni: Fini mi ha consigliato di usare le bretelle". Un inciampo che si ricollega alla sua domanda di alcuni giorni fa. Prima di prendere posto sui seggi di Montecitorio, il blogger aveva chiesto una deroga al codice di abbigliamento parlamentare. Ma i custodi delle rigide regole dei palazzi del potere romani non gli hanno concesso alcun permesso speciale. Forse dopo questo incidente di percorso sarà il presidente Fini in persona a muoversi per aiutare il povero Adinolfi. Magari regalandogli appunto delle bretelle.
Gaffe su gaffe - Ma già martedì 19 giugno il neodeputato Pd aveva avuto qualche problema con i rigidi comportamenti da adottare all'interno della Camera dei deputati. Adinolfi si era messo a scattare fotografie con il suotablet al ministro del Lavoro Elsa Fornero mentre stava facendo la sua relazione sui lavoratori esodati. Subito ripreso dai commessi della Camera, il blogger è tornato al suo posto un po' deluso. Ma prima ancora di prendere possesso del suo seggio Adinolfi aveva fatto parlare di sé perché si era rifiutato di tornare in anticipo da Los Angeles, dove si trovava, perché anticipare la data del ritorno avrebbe fatto lievitare il costo del biglietto aereo. 
Promesse bizzarre - Adinolfi, prima di entrare alla Camera, ha promesso di voler perseguire otto obiettivi negli otto mesi in cui sarà parlamentare. Tra gli altri il più curioso è il sesto punto, che deriva dalla passione per ilpoker del blogger: "Non dimenticherò la mia esperienza di giocatore di poker e chiederò con veemenza la legalizzazione del poker live e l'investimento sul betting exchange: sono gli strumenti migliori per impedire agli italiani di rovinarsi con il gioco d'azzardo dei gratta e vinci, dei superenalotto, delle videoslot dove milioni soprattutto di anziani di ceto prevalentemente medio-basso versano la pensione. Se, per esempio nel poker, fosse legale il live secondo le stesse regole rese legali per l'online, si creerebbero istantaneamente almeno cinquantamila posti di lavoro. Il principio è semplice: skill games contro gioco d'azzardo e quel che è legale on line e non crea lavoro sia legale anche live per creare lavoro".

lunedì 18 giugno 2012

La mattanza taciuta della legge "Fini-Giovanardi" sulla droga


Da anni, della legge "Fini-Giovanardi" in materia di sostanze stupefacenti non ne parla più nessuno.  Una legge anti-scientifica che mette sullo stesso piano la canapa indiana, l'eroina e la cocaina, una legge che ha stabilito soglie di possesso oltre le quali scatta la pesante accusa di spaccio che non ha fondamento: l'uso personale è tale solo in possesso di pochi spinelli, senza tenere in considerazione il fatto che molti giovani consumatori abituali di cannabis sono soliti acquistare la sostanza anche per i giorni successivi, configurando in questo modo il reato di spaccio anche se di fatto non sono spacciatori. Una legge che apre le porte dei tribunali (ingolfandoli ancora di più) e cosa ancora peggiore, le porte del carcere a migliaia di giovanissimi ogni anno. Una legge che apre le porte delle Comunità terapeutiche anche a soggetti che consumano marijuana, come se fossero tossicodipendenti: cosa che nei paesi occidentali, avviene solo in Italia... 


Staff nocensura.com


Di seguito l'articolo di Giancarlo Cecconi per ASCIA (Associazione sensibilizzazione canapa autoprodotta) tratto dal sito dell'Aduc


Sig.ri Fini e Giovanardi, provate vergogna qualche volta?
La tragica notizia del ragazzo quindicenne che si è gettato dal balcone di casa, dopo aver appreso della sentenza che lo condannava a 4 mesi di “reclusione” presso una comunità di recupero, è quasi passata inosservata se escludiamo la stampa locale, i vari blogs antiproibizionisti in rete e il piccolo articolo pubblicato da “la Repubblica” ma solo nell’inserto diffuso a livello regionale.

Eppure, non vengono lesinate le scene drammatiche nelle nostre TV e ci sembra che la fame di notizie raccapriccianti, siano ambite dai giornalisti di cronaca nello stesso modo in cui Dracula andrebbe a caccia di sangue, eppure questa storia è stata “snobbata”, in fin dei conti di “droga” e di “drogati” si parla e oltretutto di un quindicenne “già traviato”, che invece della compassione, esercita un deprecabile giudizio nella convenzione sociale.

Decidere di morire per non dover subire una ulteriore vergogna, oltre quella di essere accusato di micro-criminalità davanti ai suoi genitori e per non dover sopportare ingiustamente la privazione della libertà, che è sempre preziosa, ma a 15 anni è addirittura indispensabile per poter iniziare a sperimentare la vita, dovrebbe invece far riflettere sullo stato del rapporto nelle famiglie, su quello tra minori e Stato e su quello tra Stato e Stato di Diritto.


Se noi andiamo ad analizzare il corpo del reato è sicuramente esagerato, 78 piante sono difficilmente difendibili nell’uso personale, ma parlando di un ragazzo di 15 anni possiamo solo dedurre che abbia esagerato nella sua voglia di trasgressione e che magari avrà immaginato di poter soddisfare anche la curiosità dei suoi amici, di certo, nei panni di un pericoloso spacciatore non riusciamo proprio a vederlo.

E così deve essere stato anche per il Giudice, che saggiamente gli ha evitato il riformatorio, ma che altrettanto stupidamente ha pensato che una punizione dissuasiva tramite l’obbligo di frequentazione di una Comunità, il ragazzo se la meritava tutta!

Sinceramente non so se la psicologia rientri tra le materie da studiare nella facoltà di Giurisprudenza, ma se così non fosse bisognerebbe renderla obbligatoria e assicurarsi che chiunque sia chiamato a decidere del destino degli altri, ne conosca profondamente il senso e gli strumenti per applicarla.

Il Giudice avrebbe dovuto comprendere la “ragazzata”, l’”esagerazione degli adolescenti”, che già la perquisizione in casa dei genitori e la mortificazione che aveva creato in famiglia sarebbero forse potuti essere sufficienti, avrebbe potuto analizzare maggiormente la “qualità” della famiglia ed ammonire sia il ragazzo e sia i genitori per un maggior controllo, ma invece ha scelto una via che a lui sembrava “saggia”, ma che saggia non era, visto che non era riuscito a comprendere la sensibilità del giovane.

Vorremmo dire di più, avrebbe forse dovuto apprezzare il fatto che il ragazzino non si servisse dell’usuale mercato criminale che spaccia in ogni angolo di ogni piazza d’Italia e avrebbe potuto rallegrarsi del fatto che i quel campo non c’erano né eroina e né cocaina, come invece ci sono in ogni angolo di ogni piazza d’Italia, e avrebbe potuto chiudere la vicenda con un semplice “cartellino giallo”, valutando che forse il ragazzo aveva solo “giocato a fare il ribelle”!

Ma oggi la tendenza in atto nei confronti di chiunque abbia a che fare con la cannabis sta mutando e l’episodio del giovane bergamasco rientra nella nuova logica, quella di trasformare pian piano il consumatore di cannabis, da criminale a malato, indipendentemente dall’età, dalla professione e dalle qualità dell’individuo, e nonostante siano molti gli operatori di Comunità ad affermare che nei confronti della cannabis non esiste terapia perché non esiste assuefazione!

Ci auguriamo che il giovane possa riprendersi e che nel tempo possa addirittura riassorbire il trauma psicologico che questa storia ha innescato sia in lui che nei suoi genitori e a questi ultimi vogliamo solo esprimere la nostra vicinanza per aver dovuto subire una tragedia evitabile dal semplice Buon Senso!

Ma i firmatari di questa legge infame che provoca drammi e tragedie in continuazione, ce l’hanno una parvenza di coscienza?

Loro che si reputano “cristiani” e “cattolici”, sanno che cosa è la compassione?

Riescono a provare vergogna per quanto hanno fatto di fronte a queste tragedie?

Ma oltre alla vergogna che dovrebbero provare questi due illuminati legislatori, che dire del senso del ridicolo a cui si espone il DPA con articoli come: “Marijuana: consumatori a rischio di suicidio”

…peccato che il suicidio o tentativo di esso non venga causato dalla pericolosità della marijuana, ma da quella ancora più dannosa delle politiche del DPA e dalla legge che le ispira!



Vedi anche: "Si getta dal balcone. Gravissimo un ragazzino" (in seguito è deceduto...)