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mercoledì 5 dicembre 2012

Sanguisughe, di Mario Giordano

Altro che riduzione dei costi della politica. Mentre in Senato arriva il decreto che è come un pannicello caldo sulle spese delle Regioni, dal Veneto arriva un grido di lamento che fa ben capire quelle che sono le reali intenzioni della casta: “Aumentateci il vitalizio”, gridano gli ex consiglieri regionali. Quelli che sono andati a riposo nel ’95 (e anni precedenti) infatti sarebbero, a dir loro, sfavoriti rispetto ai più giovani. E quindi pretendono il ritocchino. Oltre all’annuale contributo a fondo perduto (30mial euro) per l’Associazione ex consiglieri regionali del Veneto. Non vi pare troppo? Il vitalizio è stato eliminato per i futuri consiglieri regionali, ora bisogna fare un altro passo decisivo: eliminarlo per quelli passati. Altro che aumento.

domenica 11 novembre 2012

Corruzione: ecco i costi della politica. Quella vera, quella europea


I costi delle ruberie, in realtà poche briciole, contro quelli delle pretese europee. Ecco chi ci sta davvero rapinando.
CostiPoliticaVSEUROPA.jpg
Ne ho parlato nel mio ultimo post sul Fatto Quotidiano, perché è una questione che non si può più continuare ad ignorare: i famigerati "costi della politica" di cui tanto si discute, non solo sono poche briciole gettate ad ignoranti comodi burattini affinché non esercitino le proprie prerogative funzionali, ma anche un'ottima vetrina per convincerci che lo Stato è un'istituzione inutile e corrotta.


Per moltissimi cittadini oggi Stato=Fiorito, Stato=corruzione, Stato=ruberie. Sta diventando un'equazione irrimediabilmente introiettata: dove c'è lo Stato ci sono i politici, e dove ci sono i politici si ruba; quindi lo Stato ruba. E' sbalorditivo come il concetto di Stato, di collettività, di cosa comune, uno dei più alti concetti su cui si basa la nostra democrazia, sia stato così abilmente rovesciato onde favorire d'ora in poi agli occhi degli sprovveduti l'avvento dei "privati".

E per chi pensa che tagliare gli sprechi della politica salverebbe finalmente il Paese, un piccolo reminder:
La barca di soldi risparmiata alle ruberie, che fine farà? Ci abbiamo pensato? Perché non darei troppo per scontato che quel mucchio di quattrini sarà dirottato su scuole e ospedali. C'è la troika in agguato, gli immorali "creditori"alla porta. I soldi sottratti alle grinfie dei Fiorito sono già destinati: e non certo a noi, ovvero allo Stato. Finiranno nell'infinito calderone degli interessi sul debito, quelli con cui ci stanno strappando la pelle di dosso.
Ebbene, ora c'è anche la dimostrazione concreta, nero su bianco, che non si tratta neppure di una barca di soldi ma briciole, appunto. L'ha pubblicata Messora su Byoblu (e chiede fiori sulla tomba). Nel grafico qui sopra, potete confrontare i costi della "politica", ossia nani e ballerine, con quel che ci costano il fiscal compact e il fondo salva-stati, i miliardi di euro che sborsiamo o che stiamo per sborsare. Ah, qualora non riusciate a decifrare: i costi della "politica" tra virgolette sono le inesistenti colonnine sulla sinistra sopra le scritte "partiti, regioni, comuni". Anch'io non riuscivo a vederli.
Invece, si vedono benissimo a destra le mostruose colonne relative a quel che ci stanno rapinando l'Europa e la sua politicaquella vera, quella che sta davvero incidendo come un bisturi nelle nostre vite. Ancora convinti che le istituzioni europee siano la salvezza dai Fiorito che ci hanno abilmente inflitto? Dalla padella alla brace del Monte Fato, direi.
Grafico - Byoblu
fonte: crisis.blogosfere.it

domenica 28 ottobre 2012

ENTI LOCALI Tagli ai costi della politica, la Bicamerale boccia il testo del governo In Parlamento no secco al testo sulle Regioni: bisogna rivedere il "commissariamento" della Corte dei Conti su sanità e spese

La Casta ha stoppato la legge 
che taglia i costi delle Regioni: hanno vinto ancora i Fiorito

Sui tagli a vitalizi e fondi ai gruppi consiliari, spiegano gli onorevoli, "serve più collaborazione tra lo Stato e gli enti locali"
No al commissariamento delle Regioni: il Parlamento blocca il decreto sui tagli ai costi della politica del governo. Una bocciatura totale al testo inusuale, perché arrivata in Commissione bicamerale per le questioni regionali e da consuetudine le Commissioni approvano dando solo indicazioni di massima. In questo caso, invece, il no è secco e su un punto cruciale: il "commissariamento" delle Regioni da parte della Corte dei Conti. Secondo la commissione è da riformulare completamente l'articolo del decreto che prevede un controllo di legittimità preventivo della Corte dei Conti su tutti gli atti normativi e di programma di Regioni (in primis la spesa sanitaria) ed Enti locali. L'accusa è di "carenza di incisive modalità di interazione ed interlocuzione con le autonomie territoriali in relazione all'esigenza di una graduale modulazione degli interventi in materia di rafforzamento della partecipazione della Corte dei Conti al controllo sulla gestione finanziaria". Passano, invece, i tagli ai costi della politica (vitalizi e fondi per i gruppi consilari), ma si "ravvisa l'opportunità di un rafforzamento della leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali in merito al contenimento delle spese".
http://www.liberoquotidiano.it/