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lunedì 3 giugno 2013

Sesto senza frontiere Al carroponte l'arcobaleno dei baby cittadini onorari

"L’Italia è un crocevia di popoli fin dalle sue origini"


Una giornata dedicata ai bambini stranieri che vivono in città: 2.382 piccoli (1.115 femmine e 1.267 maschi) che rappresentano 62 nazionalità hanno ricevuto l'onoreficenza
di Laura Lana

Sesto senza frontiere (Spf)
Sesto senza frontiere (Spf)

Sesto San Giovanni, 3 giugno 2013 - Uno dopo l’altro, i piccoli italiani figli di stranieri sono saliti sul gigantesco palco del Carroponte. Prima una piccola delegazione, poi un fiume in piena di sorrisi, flash, vestiti eleganti, quelli che mamma e papà tirano fuori generalmente per le cerimonie. Perché quella di ieri è stata una giornata di festa. A Sesto la festa della Repubblica si è sommata alla cittadinanza onoraria conferita a una delegazione di bambini e ragazzi, che sono nati in Italia da genitori di altri Paesi.
«Sesto senza frontiere» l’hanno ribattezzata Comune e Radio Popolare, che hanno messo in piedi una vero e proprio evento culturale insieme a una marea di sponsor: Coop Lombardia, UniAbita, Arci Milano, CentroSarca e Comitato genitori e docenti per la scuola pubblica.
In tutto sono 2.382 i bambini (1.115 femmine e 1.267 maschi) che rappresentano 62 nazionalità e che nei giorni scorsi dal sindaco Monica Chittò hanno ricevuto una lettera tradotta in arabo, spagnolo, francese, inglese, ucraino, russo, cinese e romeno. Ieri hanno ottenuto l’attestato di cittadinanza e hanno indossato la spilla «cittadina onoraria» e «cittadino onorario».
«Questo è un virus contagioso: stiamo diventando tutti italiani», ha commentato Fiammetta Casali di Unicef, l’ente che ha lanciato la campagna «Io sono come tu. Tutti uguali davanti alla vita, tutti uguali di fronte alle leggi», a cui hanno aderito già 250 Comuni. A sfoggiare la sua spilla bianca c’è Aisha che parla solo in italiano, anche se i suoi genitori sono marocchini. C’è Genesis che tifa il Milan. C’è Amin che ha un fratello che parla in dialetto milanese e lavora come ingnere in un’azienda che ha scritto la storia di Sesto, la Breda.

«Questo è il Paese che vorrei. Anzi, è l’Italia che già esiste, ma che aspetta solo di essere riconosciuta», il commento del sindaco a fine giornata. Presenti il console romeno, quello delle Mauritius e, con due lunghi messaggi, il presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, che ha ricordato che «l’Italia è un Paese multiculturale e un crocevia di popoli fin dalle sue origini».
laura.lana@ilgiorno.net

sabato 1 giugno 2013

DOMENICA 2 GIUGNO AL CARROPONTE, SESTO CONFERISCE A TUTTI I BAMBINI E RAGAZZI STRANIERI LA CITTADINANZA ONORARIA

Sesto San Giovanni -    "Sesto senza frontiere": è il titolo dell'evento in programma domenica 2 giugno alle ore 15 al Carroponte, dove verrà conferita la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini stranieri nati a Sesto. "Ci sarà una grande festa - fa sapere il Comune - con giochi a squadre e alle 21 il concerto spettacolo "Cittadini in transito" con Alma Rosè e l’Orchestra di via Padova". 

sabato 18 maggio 2013

Sesto San Giovanni 2 giugno: cittadinanza onoraria agli stranieri


Nel giorno della Festa della Repubblica l'amministrazione di Sesto San Giovanni ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a tutti i minori, di origine straniera, residente all'interno del comune
Alessandro Ribaldi15 Maggio 2013
Il sindaco Monica Chittò già in passato aveva ricordato la festa sulla concessione della cittadinanza onoraria che verrà data ai minori, di origine straniera, residenti nel comune diSesto San Giovanni
Nei prossimi giorni, quindi, 1115 femmine e 1267 maschi rappresentanti di ben 62 nazionalità diverse riceveranno una lettera tradotta in arabo, spagnolo, francese, inglese, ucraino, russo, cinese e rumeno, che li informerà sulla concessione della cittadinanza onoraria invitandoli alla celebrazione del 2 giugno

"La città di Sesto San Giovanni - si legge in un comunicato -, in questo modo, accoglie e riconosce come sestesi le bambine e i bambini originari di altri paesi, mandando un messaggio forte alle loro famiglie e a tutta la comunità cittadina. E chiede al governo e al parlamento di riconoscere come cittadini e cittadine italiani tutti coloro che nascono in Italia".