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domenica 14 ottobre 2012

L’incredibile flop dei braccialetti elettronici: 81 milioni per 14 apparecchi inutili


Un fallimento incredibile dai costi spropositati. Quattordici bracciali entrati in funzione al modico prezzo di 81 milioni di euro.
Perché l’ideona del governo (in America funziona alla grande) è rimasta sempre sulla carta, come riporta Il Fatto
I bracciali elettroonici per tenere sotto controllo i detenuti ai domicilidari entrati davvero in funzione dal 2001 sono solo 14 nell’arco di 10 anni. In media fanno 5,7 milioni a pezzo, una spesa da gioielleria di gran lusso.
L’anno scorso il contratto con Telecom arriva a scadenza. E il governo che fa? Tira le somme e decide di chiudere una volta per tutte un esperimento quantomeno fallimentare, oltre che molto oneroso per la casse dello Stato. Macché. Il nuovo ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, appena entrata in carica, si affretta a rinnovare la convenzione con Telecom. Un contratto di sette anni, questa volta, dal 2012 al 2018.
Quale è il problema tecnico dei braccialeti? Serve soltanto a segnalare la presenza del detenuto nel luogo prestabilito: in casa, se è ai domiciliari, oppure in ospedale, se è ricoverato, ma se esce di casa indossando il braccialetto, il dispositivo segnala che s’è allontanato e non può localizzarlo. A meno che il bracciale non sia dotato di sistema Gps
I braccialetti con sistema gps – sul totale dei 2000 pezzi previsti dalla nuova convenzione – sono soltanto 200. Dei 400 dispositivi previsti, invece, dalla passata convenzione, il numero di apparecchi dotati di Gps era pari a zero.
Dei geni assoluti….

venerdì 27 luglio 2012

Il vero grande fratello...



I social network sono ottimi strumenti: ci consentono di comunicare con i nostri amici, conoscerne di nuovi, informarci sugli argomenti che preferiamo in base ai nostri interessi. Permettono di divulgare notizie, stanno dando un contributo importantissimo alla libera informazione. Ma dal punto di vista della privacy e del "controllo" i social network, ed in particolare Facebook che è il più dettagliato, consentono una schedatura minuziosissima; tralasciando il fatto che le conversazioni della chat sono monitorate per prevenire reati e che le forze dell'ordine possono accedere ai profili degli utenti senza necessità di alcun "mandato" da parte della magistratura come avviene per intercettazioni telefoniche e ambientali, con i social network è possibile veramente scoprire praticamente tutto di una persona. E' possibile capire, in base alle pagine seguite e ai post pubblicati, i gusti e le idee in tutti gli ambiti, farsi un'idea della personalità del soggetto, stabilire con chi è in contatto e quali rapporti ha con una determinata persona. Nella maggioranza dei profili sono presenti foto recenti, e spesso ci sono gli album che forniscono ulteriori elementi sulle nostre vite. Da qualche tempo c'è anche il servizio di "geolocalizzazione", ma questa funzione è assolta perfettamente dai telefoni: che fino a qualche tempo fa consentivano solo di capire gli spostamenti "a grandi linee", tramite le "celle" del segnale telefonico, ma l'arrivo del GPS sui cellulari permette di seguire i movimenti di una persona al millimetro. Inoltre se i vecchi modelli permettevano solo di ascoltare le conversazioni telefoniche, gli "smartphone" consentono le intercettazioni ambientali, una vera e propria "microspia" portatile con tanto di telecamera sempre al seguito. Pagando con le carte di credito, sempre più diffuse, lasciamo traccia anche dei nostri acquisti. Stabilito (con lo smartphone) il percorso effettuato da una persona e l'orario, possono essere guardati i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza, pubbliche e private, situate in zona; che ormai sono moltissime...


Staff nocensura.com